Quando la cultura incontra la tecnologia. I casi di Castel del Monte e del MArTA

Quando la cultura incontra la tecnologia. I casi di Castel del Monte e del MArTA

di Daniele De Bartolo, Bari – Se esiste qualcosa che nell’immaginario comune è quanto più distante possibile alle nuove tecnologie, al mondo dei social network, questa è proprio la cultura. Questi due mondi vengono spesso visti come antitetici, in perenne lotta tra di loro per vincere l’attenzione dello spettatore. Chi passa tanto tempo sui social o usando il telefono spesso viene tacciato di superficilaità e gli viene consigliato di leggere un libro ogni tanto. Sorte opposta accade a chi è troppo immerso nei libri, nello studio, a cui viene consigliato di divertirsi e svagarsi ogni tanto. Ma si può in qualche modo far coesistere questi due mondi? In puglia la risposta sembra di si.


Ci sono due notizie che cercano di coniugare il grandissimo patrimonio museale di storia e cultura che ospitiamo nella nostra regione con le nuove tecnologie e il nuovo modo di fruire i contenuti sulla rete.
Partiamo dalla prima notizia che riguarda Castel del Monte fortezza del XIII secolo e patrimonio Unesco dal 1996 nell’omonima frazione di Andria. Quando il Castello riaprirà le porte, covid permettendo, i tantissimi visitatori avranno una nuova modalità per fruire delle sue bellezze.

Il visitatore, usando lo smartphone all’interno del castello, potrà scaricare l’app dedicata (Mvurgia, per Android e iOS) per accedere a immagini e altri contenuti capaci di arricchire la visita: dal servizio di guida con l’avatar in 3D di Federico II di Svevia (il sovrano medievale che ha voluto il complesso), fino agli audio-visivi sulla storia di Castel del Monte, con interviste a critici d’arte e altro, per indagare al meglio anche gli elementi architettonici come il portale lapideo, i camini, la tecnica di copertura a volta degli ambienti trapezoidali o le decorazioni scultoree delle sale. Il progetto è stato sviluppato da Hevolus Innovation con Infratel Italia e Microsoft Italia, basato su tecnologie Microsoft di cloud computing, intelligenza artificiale e realtà mista, sotto l’egida della Direzione regionale Musei di Puglia mira a trasformare il sito architettonico in un “Holomuseum” e dare una modalità di fruizione nuova e più accattivante anche per i visitatori più giovani.


Proprio al pubblico più giovane ha deciso di puntare il Museo Archeologico Nazionale MArTA di Taranto che in questi giorni ha aperto un profilo su Tik Tok. Per chi non lo sapesse Tik Tok è il social network più seguito dai ragazzi in molti casi anche ragazzini, e si basa su dei video che ogni utente posta in cui balla, fa scherzi, rifà famose scene cinematografiche e tutto ciò che la sua fantasia gli suggerisce. Decidere per un’istituzione come il Museo MArTA di esserci su questa piattaforma significa soprattutto una sfida importante di tradurre i propri contenuti nel linguaggio di Tik Tok senza snaturarli. Le motivazioni sono ben esposte dalla direttrice del museo Eva Degl’Innocenti che spiega: “La cultura non è statica, anzi ha bisogno di cittadinanza attiva capace di condividerla, tramandarla e raccontarla, rigenerandola anche nello stile comunicativo, come abbiamo deciso di fare al MArTA parlando anche ai piccoli abituati a video creativi di 30 o 60 secondi, che noi utilizziamo per raccontare la storia anche in maniera divertente. Il canale Tik Tok del Museo @martamuseo è già attivo con contributi dal linguaggio frizzante e inaspettato che sanciscono l’avvio di questo nuovo percorso, direzione millennials, per il museo tarantino. L’investimento più importante è nella consapevolezza e nella conoscenza del grande potenziale di esperienze, provenienti da Taranto e da tutto il Mezzogiorno d’Italia, custodite all’interno del MArTA, e che abbiamo il dovere di raccontare con tutti i linguaggi richiesti dalla modernità e dai target differenti di pubblico che intendiamo raggiungere».

Se queste operazioni andranno a buon fine sarà solo il futuro a dircelo ma sono sicuramente sintomo che il mondo della cultura e il mondo della tecnologia e dei social network possono coesistere e alimentarsi vicendevolmente.

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