Bari, nasce in città una Casa di comunità contro la violenza e le discriminazioni di genere

Bari, nasce in città una Casa di comunità contro la violenza e le discriminazioni di genere

Di Daniele De Bartolo, Bari – Discriminazioni. Discriminazioni di genere. Il tema a livello nazionale è ancora caldo dopo le discussioni per la proposta di legge del deputato Alessandro Zan che tanto polverone ha suscitato agli occhi di crede che sia poca cosa e che, magari, questo sia un tema marginale e poco importante o peggio ancora che la proposta di legge punti a criminalizzare qualsiasi cosa. Ovviamente non è questa la motivazione che sta alla base della proposta Zan, ma la proposta ha l’obiettivo di porre un freno ai tanti episodi di violenza che la comunità LGBTQI spesso subisce.
Ma la violenza non si combatte solo con i disegni legge, quelli servono per punire chi si rende protagonista di questi atti subumani. La violenza si combatte anche e soprattutto con il lavoro sul territorio, con la cultura e stando vicino a chi subisce violenza. Ne è un esempio il “PAC – Piano di azione cittadino di contrasto alle discriminazioni e violenze omotransfobiche”, un programma di azioni che affronti anche le tematiche LGBTQI quale primo passo per orientarsi in una società plurale, perseguendo in particolare l’inclusione sociale delle vittime di discriminazione e sostenendo persone e famiglie in situazione di disagio sociale e psicologico. approvato nei giorni scorsi dalla giunta della città di Bari.


Il piano, frutto del lavoro del team coordinato dall’assessore al Welfare Francesca Bottalico è composto da diverse azioni integrate di sensibilizzazione sul tema, a partire dall’attivazione di una casa di comunità destinata prioritariamente alle vittime di discriminazione e/o violenza omotransfobica e/o in difficoltà socio-economica a causa di differente orientamento sessuale e in situazione di povertà estrema, e dalla realizzazione di azioni di supporto alla presa in carico sociale, psicologica, economica e legale in rete con il Centro antiviolenza comunale.
Nell’ambito delle azioni previste, sarà operativo uno spazio/sportello di ascolto e orientamento per la prevenzione di discriminazioni, per orientamento sessuale e identità di genere, per il sostegno ai transgenders, che funzionerà in rete con gli Ordini degli assistenti sociali e degli psicologi, il Centro antiviolenza e le reti territoriali o le realtà che aderiranno e la messa in rete di spazi di ascolto territoriale e sarà attivata anche una linea online e telefonica dedicata. Il programma prevede inoltre l’organizzazione di momenti informativi, percorsi socio-culturali e di sensibilizzazione sui temi LGBTQI, sul contrasto alle discriminazioni e alla violenza omotransfobica rivolti sia ai cittadini sia agli operatori sociali e alla pari, ai volontari e agli operatori scolastici, l’avvio di un sistema di raccolta e analisi dei bisogni socio-economici delle persone LGBTQI in rete con le associazioni del territorio e la collaborazione con i sindacati, le agenzie territoriali e il job center comunale Porta Futuro per l’avvio di percorsi di orientamento del mondo del lavoro dedicati proprio alle persone LGBTQI.


Inoltre, sempre a novembre, sarà elaborato un manifesto contro la violenza e le discriminazioni e, il 25, nelle librerie saranno distribuite, a chi acquisterà volumi, bag sulle quali saranno indicati i numeri utili antiviolenza e discriminazione.

Con l’approvazione di questa importante delibera – commenta Francesca Bottalicol’amministrazione comunale vara il primo piano cittadino per il contrasto alle discriminazioni finalizzato alla tutela e all’accompagnamento delle vittime di omolesbobitransfobia e al sostegno di cittadini e famiglie che vivono in situazioni di disagio sociale e psicologico a causa di tali discriminazioni. Il piano ci consentirà di promuovere, in rete con tutte le realtà associative, pubbliche e private del nostro territorio, azioni capaci di rispondere ai bisogni delle persone LGBTQI, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e a creare finalmente un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi e stereotipi. Attraverso il lavoro di rete vogliamo anche sostenere famiglie e genitori di persone LGBTQI che richiedano un supporto ed elaborare un manifesto cittadino contro le discriminazioni a partire dalla realizzazione di un laboratorio partecipato nell’ambito della manifestazione Generare culture non violente. Ringrazio il personale degli uffici del Welfare per aver accolto e costruito questo percorso, le commissioni consiliari interessate, il consigliere delegato per il Tavolo tecnico Lgbtqi del Comune di Bari Nicola Biancofiore, le realtà che compongono il Tavolo tecnico Lgbtqi, l’Ordine degli Psicologi, l’Ordine degli assistenti sociali, le associazioni Mixed lgbqti, Link Bari, Agedo Nazionale, la fondazione FIRSS la rete di Generare culture non violente, il Centro antiviolenza Bari”.

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