Bari, riqualificazione urbana: riempire i vuoti con i colori. Il progetto dell’architetto Luciana Montrone “Vuoti vivi”

Bari, riqualificazione urbana: riempire i vuoti con i colori. Il progetto dell’architetto Luciana Montrone “Vuoti vivi”

Di Redazione, Bari – Riempire i vuoti con i colori. Questo l’obiettivo del primo progetto di rigenerazione urbana, dal titolo “Vuoti vivi”, portato avanti dall’architetto Luciana Montrone, realizzato a Bari, nel centro storico del quartiere Carbonara.

Si tratta, nello specifico, di un’opera, intitolata “Quadratum”, finanziata dalle associazioni Bari in Quarta e Voglia di Crescere, ispirata all’arte di Piet Mondrian, pittore olandese appartenente alla corrente del neoplasticismo. Un’opera che, finalmente, è diventata reale, portando un tocco di colore a quello che, è stato definito, un “vuoto urbano”, a causa del crollo di una palazzina.

Quadrati di colori primari, tra linee perpendicolari e colori primari. Questo lo stile utilizzato anche nel quartiere di Bari, come ha spiegato in un’intervista l’architetto specificando che “i colori primari, come rosso giallo e blu e linee rette sono da collegare ad una simbologia spirituale ben precisa, in cui il rosso rappresenta legame tra spazio e luce, il giallo pura energia solare e blu colore simbolo della spiritualità. Questo esperimento sociale oltre che urbanistico, rafforza il rapporto tra cittadino e territorio poiché essi stesso si sentirà protagonista della sua trasformazione. Non sono solo colori, ma un progetto molto ampio realizzato da cittadini, è un’intervento di urbanistica tattica con un intervento a basso costo perché solo con i colori si può creare arte e rendere tutto più bello” – ha concluso l’architetto Montrone.

Insomma, al posto di un luogo in stato di abbandono, dove sorgeva, come già detto, un palazzo poi crollato, adesso ci sono spazi di street art e colori che offrono la possibilità ai residenti di cimentarsi con altri sguardi e altre prospettive.

La speranza è quella che questo progetto possa fare da sprono ad altri progetti simili in tutta la città, soprattutto nelle periferie, in cui, bambini e ragazzi, non solo vivono circondati da incuria e desolazione, ma non hanno neanche la possibilità di guardarsi intorno scrutando bellezza, dovendosi dunque nutrire del vuoto che si respira in quei luoghi.

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