Federico Lobuono, 20 anni, pugliese: “Mi candido a sindaco di Roma”

Federico Lobuono, 20 anni, pugliese: “Mi candido a sindaco di Roma”

Di Rogero Paci, Bari – E’ candidato a sindaco di Roma con la lista Giovane Roma per le elezioni che si terranno nella prossima primavera. Si chiama Federico Lobuono, ha 20 anni ed è pugliese. Lo abbiamo
intervistato:

Lei è alla sua prima candidatura ed è pugliese. Perché cominciare proprio da Roma?

“Sono nato a Lecce, ho vissuto a Bari per quindici anni, mio padre è di Brindisi, quindi la Puglia la copro un po’ tutta. Ora vivo a Roma da cinque anni. Ho imparato ad amare questa città anche se, come capirà, non è stato difficile. Vedendola peggiorare molto in questi cinque anni, mi sono detto che dovevo fare qualcosa per questa città e per la nostra generazione. Il nostro è un progetto
comune e condiviso. Un modo per metterci in gioco per la città in cui oggi vivo e per la quale vorrei fare qualcosa. Per ridare ai romani almeno una parte di quello che loro hanno dato a me.”

Quali sono i punti principali del suo programma? E quali saranno i criteri con i quali sceglierà i candidati?

“I punti del programma sono sostanzialmente dieci e sono le nostre priorità per Roma. Cultura, istruzione, università, ambiente, rifiuti, mobilità, sid (innovazione, digitalizzazione e
sburocratizzazione), politiche sociali, urbanistica, le nostre proposte coprono tutte le aree di interesse e le trovate sul sito www.lagiovaneroma2021.it. Sarà un programma partecipativo, chiunque potrà segnalare un problema e, attraverso un team di esperti fatto di manager e amministratori delegati, tireremo fuori delle proposte concrete per la nostra città. Sulle candidature, sono arrivate tantissime richieste sia per candidarsi al nostro staff che nelle nostre liste. Vogliamo gente in gamba, “top player”, studenti, lavoratori, laureati e laureandi, ragazzi che vogliano davvero contribuire all’interesse della città e che non vogliano fare della politica la loro professione. Stiamo valutando molti profili attivi nel mondo dell’associazionismo. Ce ne sono già tanti, l’obiettivo è quello di coinvolgere quante più realtà giovanili possibili e cercare di fare un
progetto che non sia solamente il nostro, ma un progetto di tutti.”

Cosa pensa dell’operato dell’attuale sindaco di Roma Virginia Raggi e della sua giunta?

“Dipende dai punti di vista. Ad esempio, sulla legalità penso abbia fatto un ottimo lavoro. Lo sfratto ai Casamonica è stato un atto di grande coraggio, che nessuno prima di lei ha avuto. Su questo Virginia Raggi è stata eccellente. Sulle Olimpiadi, invece, ritengo sia stato commesso un errore. Non tanto per la scelta di non fare le Olimpiadi a Roma, che è legittima, ma per la motivazione che è stata addotta, quella della paura della corruzione. Perché se una città si ferma per la paura della corruzione è una città morta.”

Le scorse elezioni nella capitale sono state precedute dallo scandalo Mafia Capitale. Pensa esista ancora questo fenomeno? E se sì, in quali settori ritiene sia più presente?

“Certo che esiste. Il problema della criminalità organizzata non è un problema che si risolve dall’oggi al domani. Ho già detto che sullo sfratto ai Casamonica il sindaco Raggi ha agito bene. Su temi come questo quando un politico fa qualcosa di buono bisogna riconoscerlo, anche se Virginia Raggi è la mia avversaria politica. Mi vengono in mente altri esempi di questo tipo: Roberto Morassut del Pd romano ha proposto un referendum per dare più poteri al sindaco di Roma ed io vorrei incontrarlo. O ancora sono d’accordo con Gian Paolo Manzella, sottosegretario al Mise, sempre del Pd, che propone l’insegnamento delle start-up nelle scuole romane, così come avviene in altre città. Sulla questione Mafia Capitale, dunque, bisogna lavorarci insieme. Bisogna sedersi attorno ad un tavolo e riconoscere che questa è una battaglia che si può vincere solo se ci si lavora tutti insieme.”

Pensa esista una questione generazionale in Italia? Se sì, quali sarebbero delle possibili soluzioni?

“Certo che esiste. La nostra generazione è vista come quella dei “fannulloni”, che non hanno voglia di fare niente se non starsene sul divano a giocare ai videogiochi. Nel momento in cui però ci vogliamo mettere in gioco, siamo considerati troppo giovani. Ogni tanto pubblichiamo qualche meme sulla nostra pagina prendendo in giro quelli che ci criticano perché siamo giovani. A quelli che ci criticano per questo, rispondo che non sono stati i giovani a portare l’uomo in queste condizioni. Dopodiché, è una partita difficile, certo. Ma non vediamo l’ora di giocarla e siamo certi che riusciremo a convincere tanti romani della bontà delle nostre idee e della preparazione e della competenza che vogliamo mettere in atto.”

Non mi resta che augurarLe buona fortuna e ringraziarLa per la disponibilità che ci ha
concesso.

“Grazie mille. E’ stato un piacere.”

COMMENTS (1)

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    Giuseppe Loiacono 13 Ottobre 2020

    Davvero interessante questa candidatura e davvero bella questa intervista!