Ritorna Time Zones e spegne 35 candeline. Musica, arte contemporanea  e teatro fino ad ottobre

Ritorna Time Zones e spegne 35 candeline. Musica, arte contemporanea e teatro fino ad ottobre

di Daniele De Bartolo, Bari – Non c’è rientro dalle vacanze in terra pugliese senza Time Zones, il festival che ormai da trentacinque anni arriva come un tornado a spazzare via dalle nostre orecchie strati e strati di musica commerciale per farci godere di musica diversa, musica possibile come recita il loro famoso slogan. Ovviamente, come per tutti gli eventi in questo 2020, anche per gli organizzatori di Time Zones è stata l’edizione più difficile da pensare e da realizzare e tutto questo tormentano lo raccontano molto bene: “Nonostante le perduranti difficoltà noi abbiamo messo in piedi un festival unico per capacità di spaziare in ogni direzione, un reale termine di paragone rispetto al sacrosanto intrattenimento che purtroppo qualcuno continua a ritenere Cultura. Ma andiamo con ordine. Nei mesi della quarantena generalizzata noi operatori culturali abbiamo discusso molto ed abbiamo individuato come strada maestra un percorso di rigenerazione culturale di questo mondo a cui noi apparteniamo. La qualità come leva per l’allargamento del gusto e come contributo al sistema del sapere. La musica, tutte le arti sono importanti fabbriche di emozioni, ed al contempo sono indispensabili strumenti di emancipazione delle nostre comunità. Proprio sulla scorta di queste riflessioni Time Zones 2020 si propone, oltre le musiche possibili, come un contenitore multi codice dove troveranno spazio oltre ai suoni provenienti da generi e stili differenti teatro, arte contemporanea, documentari, letteratura, un convegno sulla scuola. Abbiamo voluto iniziare con Underzones la sezione del festival che abitualmente pesca nel mondo della ricerca musicale più nascosta, quella che con coraggio cerca anche all’interno dei generi “consacrati” nuove strade.


Ed è proprio questa sezione del festival a dare il via a Time Zones e ad inaugurare una location nuova per la manifestazione ovvero il Parco Princigalli che si trova nel quartiere Mungivacca e che negli ultimi anni ha ospitato diversi eventi culturali tra cui le ultime due edizioni della Festa Dei Popoli. Si parte giovedì 17 con due band diverse tra loro ma che condividono la stessa attitudine live fuori dagli schemi e assolutamente dissacrante. Si tratta dei toscani Tonno la band che porta sul palco un’intelligentissima capacità, al limite del dadaismo, di giocare con le parole ed i vari luoghi comuni di cui è cosparsa la cultura 2.0 unita ad un velato omaggio all’ironia del grande maestro Freak Antòni ed alla mai dimenticata stagione del rock demenziale, un godibilissimo divertimento a base di rock. La serata continuerà a parlare la lingua del rock anche con la band tutta pugliese degli Anuseye. Il giorno dopo il Parco Princigalli ospiterà un altro grande cantautore che fa dell’ironia la sua cifra stilistica. Parliamo di Giancane che dalla capitale racconta la sua vita con tutta l’ironia che possiede. La serata continuerà con i Magpies band che nasce nel 2013 dall’amicizia tra l’attore e musicista pugliese Pierpaolo Vitale e dei musicisti irlandesi e che nel tempo si evolve fino a diventare una band di musicisti pugliesi ma senza mai perdere l’attitudine rock. UnderZones si concluderà il 25 settembre al Palazzo De Mari di Acquaviva con le monografie di due dei più intelligenti e creativi solisti del nostro territorio: la eclettica e virtuosa chitarrista Simona Armenise ed il pianista sans frontieres Livio Minafra.


Questa edizione del Time Zones non comprende solo concerti ma grande rilievo sarà dato per l’arte contemporanea: una live installation art il 26 settembre nel Chiostro di Santa Chiara nel complesso di S.Francesco della Scarpa nel Borgo antico di Bari. Su un’opera dell’artista Francesco Arena (forse l’artista pugliese più noto al mondo) il violinista Davide Viterbo eseguirà le musiche composte per ANELLO l’opera di Arena collocata a fine giugno (la prima assoluta per un’opera contemporanea) nel parco Archeologico del Colosseo. Una riflessione attraverso una frase di Virginia Woolf sulla vacuità del tempo che in questa live installation rivivrà in suoni ed immagini.

Conclusa la prima fase si entrerà subito nel vivo di Time Zones con la location che si sposta nel rinnovato Teatro Kismet per le sette giornate della manifestazione. Il 31 ottobre vedrà la presentazione di una coproduzione proprio con il teatro KismetcCon la regia e la voce di Teresa Ludovico ci sarà una narrazione scenica musicata de “il Dio delle Piccole Cose” della scrittrice indiana Arundhati Roy uno dei casi letterari più importanti di questo nuovo millennio. Prima di questa particolare produzione, al Kismet nel mese di ottobre ci sarà un denso programma di concerti. 12 anteprime in esclusiva per il Festival. Si inizia il 2 ottobre con “il pianista dell’arte” Remo Anzovino un recital che ripercorrerà i lavori composti per le monografie di Sky arte dedicate a Monet, Picasso e Van Gogh. Nella stessa sera il piano ed una delle voci più interessanti del jazz e non solo Roberto Cherillo già compagno d’avventura di Checco Fornarelli ed ormai spedito ed originalissimo solista. Il 3 ottobre si rinnova l’esperimento di Francesco d’Orazio e Francesco Abbrescia per trovare una via nuova al violino. L’elettronica di Abbrescia s’incrocia con il violino di Francesco D’Orazio su un repertorio attinto all’avanguardia più interessante (Ivan Fedele, Steve Reich, Cresta, Corrado). Sempre il 3 ottobre il Piano rivolto al Mediterraneo del compositore ed interprete originale Massimo Carrieri. In questa edizione di TZ vi è un importante capitolo prussiano il 9 ottobre la delicata e suadente pianista tedesca Lisa Morgenstern e nella stessa serata il giovane e raffinato violoncellista viennese Lukas Lauermann alle prese con un set modern classical intriso di elettronica. Il 10 spazio all’elettronica d’alta scuola con l’artista italiana più stimata ed apprezzata in questo momento: Caterina Barbieri è infatti ritenuta una delle producers più influenti della sua generazione, un’elettronica sinfonica che ha trascinato il suo ultimo lavoro tra i 10 dischi più belli del 2019. Nella stessa sera un incrocio ardito tra tradizione persiana ed elettronica estrema con il chitarrista Hassan k ingegnere, docente esperto di relazioni interattive nello spettacolo dal vivo, straripante per vocazione. Il fulcro di Time Zones 2020 è tra il 16 ed il 17 ottobre. Si va dall’arcaico e le tradizioni della nostra terra rilette nello sguardo contemporaneo del progetto Folklore elettronico di Marco Malasomma e Jime Ghirlandi il 16 nella stessa sera in cui ci sarà il set di B.Fleiscmann (Morr Music) e la sua band; un’elettronica suonata tra techno e grande nostalgia per il rock. Appuntamento centrale è sicuramente il progetto Popol Vuh Beyond – Requiem for Florian il 17 ottobre un dovuto omaggio al grande Florian Fricke che proprio in una edizione di Time Zones fece una delle sue ultime performance in una storica live installation art che coinvolse l’intero centro storico di Molfetta. Un concerto che vede due compagni di Florian in quella geniale avventura che furono i Popol Vuh a cui si è aggiunta la voce balcanica di Biljana Pais. Ancora tedeschi con il duo elettronico Josinho per chiudere sempre il 17 ottobre il capitolo prussiano.
Time Zones 2020 è anche teatro. Infatti in collaborazione con la Compagnia teatrale Diaghilev nasce Literature, la sezione dove si incontrano musica e letteratura. Quest’anno le voci di Paolo Panaro, Altea Chionna, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia dal 3 al 12 ottobre in Vallisa incroceranno la musica di Luigi e Mattia Morleo sul geniale testo di Oliver Sacks “Musicofilia”.

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