Ambiente, in Puglia 475 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia: l’indagine di Legambiente

Ambiente, in Puglia 475 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia: l’indagine di Legambiente

Di Francesca Emilio, Bari – Mare e coste, altro giro, altra corsa. Si, però tra i rifiuti. Per ogni 100 metri lineari di spiaggia si conta una media di 475 rifiuti. Non sono cifre immaginarie, sono i numeri, certi, dell’indagine condotta da Legambiente. Beach Litter 2020, questo il titolo dell’indagine che censisce, ogni anno, i rifiuti sulle spiagge di tutto il territorio nazionale. Mozziconi di sigaretta, contenitori per alimenti, cotton fioc, materiale da costruzione, scarpe, plastica, tappi di bevande, pneumatici, legno lavorato e molto altro ancora. Un fenomeno che aumenta di giorno in giorno. Nonostante i dati narrino una riduzione dei rifiuti rinvenuti rispetto al 2019, il bilancio di quest’anno è tutt’altro che positivo. Ad aggravare la situazione ci sarebbero anche i “nuovi rifiuti”, quelli dovuti all’emergenza sanitaria. Secondo i dati, infatti, in una spiaggia su 3, i volontari hanno raccolto mascherine, guanti, contenitori di prodotti per igienizzare le mani e molto altro ancora. In soli sette mesi dell’anno corrente i rifiuti censiti su 43 spiagge, analizzate in 13 regioni, sono stati 28.137, per un’area di 189mila mq.

Foto web

L’80% dei rifiuti individuati è plastica, seguita dal 10% di vetro/ceramica, dal 3% di metallo, 2% di carta, cartone e gomma e infine l’1% di legno lavorato e il 2% di alri materiali vari. Le cause sono molteplici, si parte da una cattiva gestione dei rifiuti nelle case per arrivare a scarichi non deputati, ma anche alle cattive abitudini, come quelle di utilizzare i wc come vere e proprie pattumiere. Anche la nostra regione non ha perso occasione per presenziare, negativamente, in questa indagine, con dati molto allarmanti. Nel tacco d’Italia, per essere specifici, le spiagge monitorate sono state 5, per un totale di 5mila metri quadrati. 2.377 i rifiuti censiti. 475 ogni 100 metri di spiaggia, per essere precisi Tra queste Strada del Baraccone a Bari, Porto Rosso a Monopoli, San Vito-Colonna a Polignano a Mare, Marchese a Maruggio e Lido Bruno a Taranto. Anche in questo caso, la presenza più dominante è quella della plastica, seguita da vetro/ceramica, carta/cartone, metallo, legno trattato, bioplastiche e materiali misti. Il 32,9% dei rifiuti ha un’origine indefinita, ovvero frammenti che non possono essere ricondotti ad oggetti nello specifico. “Ai rifiuti tradizionalmente raccolti quest’anno si sommano guanti e mascherine, il cui abbandono sta vanificando anni di lotte per ridurre l’usa e getta. Continuiamo a percepire l’ambiente come un ecosistema dal quale siamo separati, inquinandolo e offendendolo. Dobbiamo cambiare forma mentis, educando noi stessi e gli altri al rispetto del pianeta di cui siamo solo ospiti. La sfida più impegnativa è questa, che chiama in causa governi e industrie per promuovere stili di vita sostenibili e guidare i cittadini ad adottarli. Va inoltre evidenziata la necessità di dare gambe alla legge SalvaMare, ancora oggi in stallo al Senato, che permetterebbe ai pescatori di riportare a terra i rifiuti accidentalmente pescati” –  ha commentato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Pensare che, solo una settimana fa, vi parlavamo di un altro dato allarmante, ovvero dei 23mila e 623 reati contro l’ecosistema marino contestati in un solo anno, quello del 2019, che vedono la Puglia sul podio, preceduta dalla Campania, per il numero di reati che riguardano abusivismo a ridosso del mare e non solo. Colate di cemento illegale, consumo di suolo costiero, depurazione delle acque molto spesso cattiva o addirittura assente, pesca di frodo incontrollata, chilometri di sabbia inghiottita dal cemento e molto altro ancora. Se è vero che gli esseri umani sono quello che mangiano, è anche vero che il mare è quello che gli esseri umani ci riversano all’interno. Una discarica a cielo aperto che invece dovrebbe essere patrimonio dell’intera umanità e dunque sotto la responsabilità di ogni essere vivente, che si tratti di un solo individuo o di un paese intero.

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