Vandalizzati e rubati i monopattini in condivisione a Bari. La rabbia di Decaro “Mi aspetto civiltà, oggi mi vergogno”

Vandalizzati e rubati i monopattini in condivisione a Bari. La rabbia di Decaro “Mi aspetto civiltà, oggi mi vergogno”

Di Daniele De Bartolo, Bari – Solo l’altro ieri. Solo l’altro ieri eravamo qui a raccontarvi una bella iniziativa voluta dal comune di Bari che aveva deciso di investire soldi pubblici sulla mobilità sostenibile riservata ad uno dei mezzi di trasporto che negli ultimi anni ha riscosso un grande successo ovvero il monopattino elettrico. L’idea era quella di ridurre il traffico nelle strade baresi favorendo una mobilità leggera e che soprattutto non inquina. Più volte come redazione ci siamo scagliati contro le scelte poco inclini all’ambiente del comune di Bari come degli altri comuni della nostra regione. Ma questa volta eravamo contenti di aver raccontato un’inversione di tendenza, un tentativo di rendere la situazione migliore.


E invece no. Quarantotto dopo siamo qui a raccontare come la bella idea sia già diventata un brutto sogno tradita dal poco senso civico e dal pochissimo senso del bene comune di alcuni cittadini baresi. Il bilancio, condiviso dal sindaco Antonio Decaro su di un post sulla sua pagina facebook, è di due monopattini rubati e ben cinque distrutti. Ed è proprio su facebook che il sindaco Decaro esprime tutto il suo dissenso e la sua delusione per l’ennesima buona idea del comune che si scontra con la maleducazione e l’inciviltà di una parte dei baresi. “Due rubati e cinque distrutti. È questo il bilancio del primo giorno del servizio di sharing dei monopattini.
Lo so, alcuni di voi staranno pensando: “E cos’altro ti aspettavi?”. Ecco, io mi aspetto civiltà. Io mi aspetto rispetto. Io mi aspetto che la mia città e i miei cittadini mi facciano sentire orgoglioso, ogni giorno, di essere il sindaco di Bari. Oggi invece io mi vergogno. Mi vergogno per questa gente che continua a provare a distruggere i nostri sforzi e i nostri sogni. E mi vergogno anche per quelli che, con una rassegnata accondiscendenza, in fondo, li giustificano, come se fosse una cosa normale.Cosa mi aspetto? Mi aspetto che Bari diventi una città europea, moderna, pulita, civile. E non mi arrendo. Come non si arrendono i tanti tra voi che invece di chiedersi: “E che ti aspettavi?” ogni giorno mi dicono: “Coraggio, vai avanti”. Andiamo avanti insieme. Siamo più forti, siamo di più.”

Parole che rappresentano appieno il sentimento di un sindaco che sta cercando di cambiare la mentalità dei suoi cittadini scontrandosi quotidianamente con due mostri paralleli: da una parte chi continua a pensare solo al proprio interesse e ai suoi comodi e dall’altro contro chi prova ad essere civile ma sa benissimo che un atto incivile vale cento volte più di tanti atti di civilità e si sente scoraggiato di fronte ai comportamenti dei suoi concittadini. Non è la prima volta che un servizio di condivisione di mezzi di trasporto si scontra contro una parte della città. Ritorna alla mente la questione relativa alle biciclette in condivisione che negli anni scorsi partì con tutte le buone intenzioni del caso sempre con l’idea di ridurre la mobilità legata solo e soltanto alle automobili. Anche in quel caso le bici furono rubate, vandalizzate e il servizio terminò in breve tempo senza sortire gli effetti sperati.

Al netto dello scarso senso civico di una parte dei cittadini baresi, restano le perlessità riguardanti il servizio di condivisione dei monopattini un servizio che secondo noi andrebbe migliorato nel caso si voglia continuare a crederci. Innanzitutto la questione della consegna. Il servizio funziona con un app che ti permette di trovare il monopattino più vicino a te e prenderlo solo dopo aver pagato. Però, una volta che l’utilizzatore ha terminato il suo viaggio, può lasciare il monopattino dove vuole senza nessun controllo. Se questo da un lato favorisce la possibilità di trovare un mezzo più vicino per chi lo cerca, dall’atro lato, però, fa crescere l’acquolina in bocca nella parte della cittadinanza che ha solo intenti ad appropriarsi dei monopattini. Bisognerebbe studiare una soluzione che faccia in modo di controllare continuamente i mezzi in giro per la città per scongiurare i tentativi di furto. E poi si dovrebbe rivedere la questione relativa al gps montato su ogni monopattino ma che facilmente si può smontare. Forse semplicemente una parte della città non è in grado di comprendere ancora la sharing economy quella paticolare branca dell’economia non basata più sul possesso dei beni ma sulla condivisione degli stessi, sul concetto del bene comune e cioè di un bene che non è mio ma è anche mio, che non è tuo ma è anche tuo, ovvero della possibilità che chiunque possa usufruire dei beni messi in condivisione rispettando la collettività. Solo così diventeremo una città europea come vuole il nostro sindaco. Ma è un cammino che necessita ancora di tantissimi passi.

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