13 milioni di euro per piste ciclabili in Puglia. Svolta per la viabilità o cattedrali nel deserto?

13 milioni di euro per piste ciclabili in Puglia. Svolta per la viabilità o cattedrali nel deserto?

di Daniele De Bartolo, Bari – Alzi la mano chi è contento di vivere in una città le cui strade siano strapiene di auto, con problemi di smog, inquinamento, aria irrespirabile e rumore assordante a qualunque ora del giorno. Scommetto che non sarebbero in molti a voler vivere in una città così ma che la maggior parte preferirebbe abitare una città più ecologica, verde e più tranquilla.

Le soluzioni per migliorare le nostre città ci sono e spesso partono da noi cittadini. Siamo infatti anche noi attraverso le nostre scelte e le nostre abitudini a migliorare o peggiorare la vivibilità delle nostre città. Penso all’atteggiamento che abbiamo verso i rifiuti che troppo spesso finiscono per terra a inzozzare le nostre strade. Penso anche al nostro concetto di mobilità e all’uso, spesso abuso, che facciamo della nostra autovettura. Noi di What’s up in Puglia spesso ci siamo occupati del nostro ambiente, dei comportamenti che rendono peggiori le nostre città ma abbiamo anche incentivato chi si batte per rimediare ai danni dei propri concittadini.

La mobilità ciclabile è una soluzione per ridurre i problemi di traffico e di inquinamento nelle nostre città. Tale mobilità però ha bisogno di scelte forti, anche talvolta impopolari delle nostre amministrazioni pubbliche. È degli scorsi giorni la notizia dell’approvazione di un bando regionale che finanzia con la somma di 13 milioni di euro totali derivanti da fondi europei 15 progetti comunali per la realizzazione di piste ciclabili.

Ad ogni comune è destinato un contributo di massimo 800.000,00 euro, che diventano 1.500.000,00 euro per i progetti presentati in forma associata. Beneficiari di questo finanziamento sono i comuni di Taranto, Molfetta-Giovinazzo (in forma associata), Castellana Grotte, Mola di Bari-Polignano a Mare-Conversano (in forma associata), Brindisi, Galatone, Casarano, Ruvo di Puglia, Lecce, Ginosa, Otranto, Alliste, Apricena, Bari, Palo del Colle.
“Nel momento storico in cui ci troviamo – è il commento dell‘assessore Giannini – questo provvedimento ha un forte valore simbolico, poiché propone forme di mobilità urbana alternativa al trasporto pubblico collettivo, verso il quale permane un certo scetticismo dell’utenza. Nel frattempo – conclude Giannini – è fondamentale incentivare la mobilità sostenibile in particolare nei centri urbani, tanto per gli spostamenti abitudinari quanto per il tempo libero e conquistare nuovi utenti ai quali offrire percorsi ciclabili sicuri, moderni e, laddove è possibile, capaci di valorizzare il patrimonio ambientale.”

La costruzione di piste ciclabili è sicuramente il primo passo per una mobilità più sostenibile e vivibile. Ma non basta. Perché abbia veramente un senso è necessario che le varie piste ciclabili presenti nella città siano collegate tra loro, che si permetta a chi decide di muoversi in bici di avere un percorso ciclabile quanto più lungo possibile fino ad arrivare a coprire l’intera città. Emblematico a tal riguardo è il caso della città di Bari. Nei prossimi giorni partirà il cantiere che modificherà la viabilità in Corso Vittorio Emanuele una delle vie più centrali e più conosciute della città. Il percorso arriverà fino al faro di San Cataldo per un totale di 57 km. Grazie invece al bando approvato nei giorni scorsi verrà costruito un altro pezzo di pista ciclabile su corso Italia nel tratto che va da via Quintino Sella fino alla stazione centrale. Un percorso di poco più di 500 metri non collegato con altre piste ciclabili e che quindi potrebbe trasformarsi nella nota Cattedrale nel deserto ovvero un progetto molto bello ma di scarsa utilità per i cittadini.

Insomma è vero che il cambiamento parte dai cittadini ma anche le istituzioni devono fare la loro parte per incentivarlo.

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