Costa Ripagnola, corsa contro il tempo per la costituzione dell’area protetta

Costa Ripagnola, corsa contro il tempo per la costituzione dell’area protetta

Di Francesca Emilio, Bari – Il mare più bello d’Italia è in Puglia. No, non lo pensano solo i pugliesi o chi sceglie il tacco d’Italia per le proprie vacanze estive. Sono i dati registrati dalle ARPA regionali, raccolti poi dal sistema nazionale, i quali controllano e monitorano le acque di balneazione. Con i suoi 800 chilometri di costa, in ex aequo con la Sardegna (che invece conta 1200 chilometri di costa), le due regioni, almeno per quest’anno, sono risultate le migliori. Una buona notizia che non deve far dimenticare però le diverse problematiche relative ai molti tentativi, passati e presenti, di deturpamento del paesaggio. E’ il caso di citare, anche questa volta, la questione Costa Ripagnola. Ve ne abbiamo già parlato in passato, per l’occasione avevamo anche sentito Dino Borri, urbanista e professore ordinario del Politecnico di Bari. Da allora le cose sono molto cambiate, portando finalmente al vaglio delle istituzioni la necessità di proteggere e preservare il territorio, non senza ostacoli però. Oggi, una delle problematiche principali infatti è se l’assemblea regionale riuscirà o meno ad approvare la legge per la costituzione ad area protetta prima della scadenza della legislatura. I lavori in sospeso da parte della commissione, guidata da Mauro Vizzino, non lasciano presagire per il meglio: sul tavolo ci sarebbero infatti oltre 100 richieste di audizione, senza contare che, con il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, il clima politico, già precario, nuota in acque tutt’altro che calme. Proprio ieri si è tenuta una manifestazione sotto la sede del consiglio regionale pugliese a Bari, perchè? Perchè il sogno di preservare quel tratto di costa potrebbe essere infranto, ancora una volta. Se la legge non fosse approvata prima di questa legislatura, le conseguenze sarebbero disastrose. Le misure di salvaguardia oggi vigenti rischierebbero infatti di decadere rendendo Costa Ripagnola priva di tutele primarie, con l’ombra ingombrante del progetto Serim, ancora sotto sequestro penale. Garantire e promuovere la conservazione, il recupero e la valorizzazione del patrimonio naturale a rischio cementificazione, queste le proposte di tutte le associazioni ambientaliste e non preoccupate per la possibilità – sempre più concreta – che il consiglio non concluda in tempo l’iter normativo. L’istituzione dell’area protetta, secondo gli ambientalisti, è fondamentale per valorizzare un tratto di costa di grande pregio naturalistico. Al monito, negli scorsi giorni, si è unita anche Legambiente Puglia, aderendo agli appelli rivolti al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Chiediamo che in tempi rapidi sia approvato in Consiglio regionale lo schema di disegno di legge per l’istituzione del Parco regionale di Costa Ripagnola, in vista dell’imminente fine legislatura. Al tempo stesso è indispensabile individuare un Ente gestore che si impegni nelle attività di tutela e sviluppo del territorio – ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia”. La risposta non è tardata ad arrivare da parte dell’assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio il quale ha replicato dicendo che “Il disegno di legge istitutivo il Parco di Costa Ripagnola lo stiamo esaminando con la massima attenzione” ricordando inoltre che “l’iter è stato incardinato nell’apposita V Commissione consiliare e che nelle prossime sedute inizierà il ciclo di audizioni con tutti i soggetti interessati con un testo che comprende 16 articoli i quali indicano in modo chiaro elementi fondanti come gestione, piano del parco, regolamento, piano pluriennale economico, indennizzi e pareri”. Insomma, la speranza è quella che queste non siano parole pronte a disperdersi nel vento. Emiliano, in merito alla notizia riguardante i dati ARPA sul mare pugliese, aveva dichiarato che “la tutela dell’ambiente è un aspetto fondamentale per una terra come la Puglia orientata allo sviluppo turistico e agroalimentare. È d’obbligo quindi, soprattutto in questo momento, operare affinché queste risorse naturali e paesaggistiche vengano preservate”. Saranno parole valide anche per Costa Ripagnola?

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