Tre cestini mangiaplastica per il mare di Trani. Il sindaco Bottaro: “per l’ambiente noi facciamo i fatti”

Tre cestini mangiaplastica per il mare di Trani. Il sindaco Bottaro: “per l’ambiente noi facciamo i fatti”

Di Daniele De Bartolo, Bari – Trani come Polignano. No non vogliamo paragonare due città diversissime, ma accomunate da uno splendido affaccio sul mare. Però in questi giorni c’è qualcosa che unisce queste due perle della Puglia ovvero la lotta ai rifiuti in mare. Ad un anno di distanza dalla città di Polignano, come vi raccontiamo qui, in questi giorni anche la città di Trani ha deciso di installare i Seabin, dei cestini che raccolgono la spazzatura dal mare e la intrappolano.


E’ vero che con questi mesi di lockdown, con questi giorni di isolamento forzato in casa possiamo ammettere che la situazione ambientale sia leggermente migliorata, ma non dobbiamo mai abbassare la guardia perchè basta veramente poco per far precipitare nuovamente tutta la situazione.
L’inquinamento del mare è, negli ultimi anni, cresciuto esponenzialmente fino a raggiungere a certe latitudini dei livelli insopportabili. Pensiamo ad interi corsi d’acqua completamente ricoperti dalla plastica fenomeno totalmente causato dall’inciviltà degli umani che preferiscono gettare i propri rifiuti per terra o in acqua al posto di riciclarli correttamente. Fortunatamente ci sono tanti modi che si sono utilizzati per correre al riparo, per cercare di pulire quanto più possibile le acque dai rifiuti. Un modo è proprio il Seabin un dispositivo in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 kg di plastica al giorno, ovvero oltre mezza tonnellata all’anno, comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm, sempre più diffuse e pericolose. Seabin, inoltre, potrà catturare molti rifiuti comuni che finiscono nei mari come i mozziconi di sigaretta, purtroppo anch’essi molto presenti nelle nostre acque. Il Seabin di LifeGate viene immerso nell’acqua e fissato ad un pontile con la parte superiore del dispositivo al livello della superficie. Grazie all’azione spontanea del vento, delle correnti e alla posizione strategica, i detriti vengono convogliati direttamente all’interno del dispositivo. La pompa ad acqua, collegata alla base dell’unità, è capace di trattare 25.000 litri di acqua marina all’ora.


L’impegno della città di Trani ha portato all’istallazione di ben 3 dispositivi per la raccolta dei rifiuti in mare con lo scopo di riuscire a coprire l’intera area che va dalla darsena comunale ai pontili della Lega Navale. Il progetto nasce appunto dalla felice collaborazione tra l’assessorato all’ambiente del comune di Trani, l’Amiu Trani, l’Amet e la Lega Navale. “C’è gente che parla di qualità e di tutela dell’ambiente, noi alle parole prefiamo sempre i fatti. Questi raccoglitori renderanno il nostro porto ancora più bello di quello che è” è stato il commento entusistico del primo cittadino tranese Amedeo Bottaro.


Il cestino mangiaplastica Seabin è un’invenzione di due australiani Pete Ceglinski e Andrew Turton grandi appassionati del mare, che hanno deciso di far qualcosa per ridurre l’impatto dei rifiuti nelle acque. “Se possiamo avere i cestini per la spazzatura sulla terra ferma, possiamo averli anche nel mare”, partendo da questa intuizione i due nel 2014 hanno inventato questo dispositivo avvelendosi anche di una campagna di crowdfunding. Nel 2017 invece il Seabin è stato lanciato sul mercato. Ad oggi sono oltre 860 in tutto il mondo che fino ad ora hanno raccolto 863.808 kg di rifiuti.

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