Otto marzo, niente da festeggiare in Puglia: la parità di genere è ancora un miraggio

Otto marzo, niente da festeggiare in Puglia: la parità di genere è ancora un miraggio

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Di Francesca Emilio, Bari – “Quest’anno rinuncerò alle mimose e festeggerò continuando a battermi, ogni giorno, per la parità di genere. Siamo donne, difficilmente ci arrendiamo”, è quanto ha dichiarato la Consigliera Regionale Anita Maurodinoia ai propri colleghi, indignata per il continuo rimandare il sostegno reale alle parità di genere. La Consigliera ha  sottolineato, durante il consiglio regionale, che in Puglia, nello specifico, le politiche sociali in merito alla parità dei generi, soprattutto per quanto riguarda l’introduzione della doppia preferenza alle prossime elezioni regionali, sono ancora un miraggio. L’introduzione della doppia preferenza, così come accade già per il Comune, permetterebbe infatti ai cittadini di votare un uomo e una donna. E’ questo che la consigliera, promotrice di una proposta di legge sull’utilizzo di questa pratica, prova a rilanciare ogni giorno nelle sue battaglie. “Come si fa a festeggiare in Puglia la giornata della donna – ha dichiarato Maurodinoia – senza sfociare nell’ipocrisia? In Consiglio Regionale, la mia proposta e quella di altri due colleghi, sono state “congelate” e  non sono mai approdate in aula, nonostante le 10mila firme raccolte, ordini del giorno di Consigli Comunali, incontri e dibattiti finalizzati a sollecitare tutti a rimuovere una disparità di genere che tra l’altro una legge nazionale impone. Considerati i tempi ristretti di questa legislatura probabilmente non se ne farà nulla neanche questa volta, così come è già successo nella precedente. Non abbiamo nulla da brindare per un’occasione persa e per un impegno tradito”.  E’ un messaggio forte che accende, ancora una volta, i riflettori su quella che è l’attuale condizione della donna nel mondo, in Italia, ma soprattutto in Puglia: è ancora presto per rilassarsi e smettere di ribellarsi ad un sistema che, senza ombra di dubbio, ha ancora forti radici nel patriarcato. Ve ne abbiamo parlato in passato attraverso diversi argomenti che riguardano, molto da vicino, i diritti delle donne: quando vi abbiamo raccontato dell’applicazione Wher, la bussola di orientamento per le donne che si muovono da sole, quando abbiamo trattato l’argomento delle molestie e del movimento “Cat Calls of Bari”. Ma non solo, ne abbiamo parlato anche quando vi abbiamo raccontato dei metodi anticoncezionali come Essure e inoltre, quando vi abbiamo raccontato della lotta #pomodorirossosangue di Diletta Bellotti, che riceve spesso, sui social attraverso i quali diffonde i propri messaggi, commenti sessisti e volgari.

Le donne subiscono violenze ogni giorno e non si tratta solo di violenze fisiche, ma violenze di pensiero, quel pensiero che le vede ancora come la parte debole del sistema e non come al pari degli uomini, in ogni ambito. L’otto marzo non è la festa della donna, è la giornata della donna e lo è perché celebra la memoria di donne che hanno perso la vita nel tentativo di portare avanti questa battaglia, lo è perché molte donne la vita la perdono ogni giorno per mano di compagni, mariti, amici, sconosciuti, ma anche di politiche che, dopo anni di lotte, ancora non si sono portate avanti in merito a questo tema e restano ibernate nel tempo, come se nulla intanto fosse mai accaduto. Fare gli auguri alle donne una volta all’anno non basta se, ogni giorno, vengono negati loro i diritti fondamentali e si vive ogni giorno, un presente che, non tenendo conto dei fatti storici, continua ad essere protagonista degli stessi errori di allora. I diritti, la dignità, il rispetto e le parità di genere, per le donne e non solo, dovrebbero essere alla base di ogni momento quotidiano: non bisognerebbe pensarci su troppo, dovrebbe essere così e basta. I passi fatti sono tanti, ma quelli da fare, purtroppo, sono ancora molti, il fatto che nella nostra regione non sia ancora stata ancora introdotta la doppia preferenza, ne è la prova concreta.

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