Quando si vandalizza la cultura: i casi della libreria Il Libro Possibile di Polignano e del liceo scienfico Scacchi di Bari

Quando si vandalizza la cultura: i casi della libreria Il Libro Possibile di Polignano e del liceo scienfico Scacchi di Bari

Di Daniele De Bartolo, Bari – Vandali contro la cultura. Vandali contro i simboli della cultura. Per motivazioni diverse, ma con il comune risultato di creare un problema nei luoghi che non vengono visti come una risorsa importantissima, ma solo come un gigante da demolire, distruggere o vandalizzare.

Parliamo di due fatti successi a distanza di poco tempo l’uno dall’altro. La notte scorsa dei vandali sono entrati nella libreria il Libro possibile caffè a Polignano a Mare distruggendo la porta di vetro all’ingresso e rubando. I gestori della libreria, che ricordiamo sono anche gli organizzatori dello splendido festival letterario che da 19 anni porta nella cittadina barese tantissimi eventi legati ai libri che coinvolgono un grandissimo numero di persone provenienti non solo da Polignano, hanno manifestato tramite la loro pagina Facebook il rammarico per questo atto: “Qualcuno non ci vuole. Stanotte sono venuti a danneggiare il nostro caffè letterario/libreria. Il furto è stato minimo, è evidente la volontà di fare danno. Un episodio che ricorda altri tristi casi di cronaca recente. Fa male pensare che a Polignano, paese in cui ogni anno, da 19 anni, organizziamo un festival che anima di cultura, di idee e di turismo il paese, qualcuno ci voglia così male. Fa male pensare che venga colpita l’unica libreria di Polignano, perché “Una città senza libreria è un luogo senza cuore”, Gabrielle Zevin.”

Se una città senza libreria è un luogo senza cuore, potremmo dire che una città senza scuola è una città senza cervello. O forse senza cervello sono i ragazzi che vedono nella scuola solo una perdita di tempo, solo un’istituzione che ti obbliga ad imparare cose che non ti piacciono e che non ti interessano. E quindi la scuola diventa in molti casi un nemico da combattere anche storpiando il senso di alcuni gesti che sono stati usati in passato per portare avanti delle giuste proteste ma che diventano, in taluni casi, solo degli stratagemmi per evitare di fare lezione e prolungare il già considerevole periodo di vacanza natalizio. E’ proprio quello che è successo al Liceo scientifico barese Scacchi che mercoledì mattina è stata occupata da alcuni dei rappresentanti di istituto che dalla finestra del portone di ingresso tramite un megafono comunicavano che la scuola era occupata adducendo queste motivazioni “Protestiamo per la questione ambientale in tutte le sue forme, anche per problematiche che sono sorte all’interno della scuola stessa e che le istituzioni non comprendono. Ad esempio, nella scuola manca la raccolta differenziata: è organizzata autonomamente dalle varie classi, con tutte le difficoltà del caso, ma non è presente nei corridoi e nel resto degli ambienti. L’occupazione è pacifica, il nostro scopo è coinvolgere non solo gli studenti ma anche persone esterne. Vogliamo lasciare il segno”. La tematica ambientale, tirata in ballo come motivo scatenante l’occupazione, non trova però d’accordo tutti soprattutto il collettivo ambientalista della scuola RevolYOUtion ispirato alle proteste e alle parole di Greta Thumberg e ai suoi Fridays for Future. Come è giusto che sia anche il preside dell’istituto il prof. Giovanni Magistrale ha condannato l’occupazione considerandola solo uno stratagemma per aumentare il periodo di vacanza natalizio visto che la scuola era sempre aperta e disponibile a parlare di tematiche ambientali.

Ma la storia non finisce qui. L’occupazione, durata solo un giorno, ha lasciato dietro di se uno strascico di degado e di vandalismo che nulla a che fare con gli intenti ambientali. E’ sempre il preside dell’istituto a comunicare, tramite una circolare, le cattive sorprese che si è trovato a ricevere da questa forma di protesta: “L’occupazione della scuola di mercoledì 18 non è passata senza danni: registri deturpati e scarabocchiati, suppellettili accatastate, scritte su muri e banchi, pipì nei cestini, microfoni rotti, cavi staccati, palloni rubati, resti di bivacchi e canne collettive in vari ambienti, compresa la presidenza. Stiamo facendo il censimento dei danni e il conto da presentare agli occupanti. Questo testimonia che anche con le migliori intenzioni e la volontà di non fare danni (come dichiarato dai rappresentanti), un’occupazione non è mai completamente governabile: malintenzionati, facinorosi e cretini finiscono per produrre effetti indesiderati. Tutte le responsabilità che saranno accertate comporteranno conseguenze in termini di risarcimento e di provvedimenti disciplinari.”

Vandalismo, distruzione, furto. Sono questi i comportamenti che una parte della popolazione sa avere nei confronti dei luoghi della cultura, dei luoghi che se li sapessero apprezzare e rispettare, potrebbero donargli sicuramente una ricchezza maggiore di quella che ne ricavano derubandole.

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