Qualità della vita, la Puglia è in lieve miglioramento, restano negativi i fattori sicurezza e criminalità

Qualità della vita, la Puglia è in lieve miglioramento, restano negativi i fattori sicurezza e criminalità

Di Francesca Emilio, Bari – La provincia di Bari si piazza al 67esimo posto su 107 a livello nazionale, nel report sulla Qualità della vita stilato dal quotidiano Il Sole 24 ore. L’indagine, realizzata considerando novanta indicatori divisi in sei aree tematiche ovvero demografia, società, giustizia, sicurezza, ricchezza e consumi, ambiente e servizi, affari e lavoro, demografia e società, cultura e tempo libero, ha evidenziato i risultati di un sud colmo di divari territoriali al confronto con il nord che invece risulta di nuovo in vetta. Entriamo nei dettagli riguardanti la nostra regione: il capoluogo pugliese si è piazzato bene per quanto riguarda i fattori demografici e societari, mentre non ha passato l’esame per quanto riguarda il profilo di giustizia e sicurezza. Rispetto allo scorso anno infatti Bari ha conquistato ben dieci posizioni, risultando la migliore tra le città pugliesi – Lecce si è piazzata all’ottantaduesimo posto seguita da Bat (76esimo), da Brindisi (87esimo), Taranto (92esimo) e da Foggia (106esima). Il capoluogo pugliese, salito dalla posizione 84 alle 67 dal 1990 al 2019, è dunque in equilibrio a metà classifica essendo grosso modo equidistande da Milano – che si è piazzata prima e da Caltanissetta – che invece ha ottenuto un risultato molto negativo. Bari, insieme a Treviso, è l’unica città che in trent’anni ha ottenuto i risultati migliori crescendo notevolmente e ricevendo, per questa ragione, un premio speciale in occasione dell’anniversario trentennale sulla qualità della vita de “Il Sole 24 Ore”. Un bel salto di qualità se si considera che, solo nel 2006, il capoluogo pugliese era piazzato al 101esimo posto, con il peggior risultato. Le notizie però non sono del tutto positive, Bari infatti, nonostante abbia ottenuto ottimi risultati per i fattori che riguardano demografia e società – dove il capoluogo si piazza al decimo posto – e per i fattori che riguardano Ambiente e Servizi, dove Bari è al 46esimo posto, soprattutto per quanto riguarda l’indice del clima, oltre che per quanto riguarda cultura e tempo libero in cui Bari ha conquistato il 52esimo posto – importanti sono l’ottenimento della banda larga e la qualità delle strutture ricettive, con una sola nota negativa per quello che riguarda i numeri di ristoranti e bar per ogni 100mila abitanti, restano negativi i macrofattori che riguardano ricchezza e consumi. Bari infatti si è classificata al 74esimo posto per quanto riguarda – tra le altre cose – il prezzo alto delle rate medie mensili. Anche affari e lavoro si piazzano in basso finendo direttamente all’85esimo posto con una pessima percentuale di imprese straniere registrate. Tasto ancora più dolente quello che riguarda giustizia e sicurezza in cui il capoluogo pugliese si è piazzato al 99esimo posto con risultati in negativo soprattutto per quanto riguarda furti d’auto, rapine ed estorsioni risultando, in pratica, una delle città peggiori per quanto riguarda questo macrofattore.  Il report annuale stilato da “Il sole 24 Ore” – consultabile al seguente link https://lab24.ilsole24ore.com/qualita-della-vita-2019/  – delinea uno scenario poco confortante per la nostra regione, uno scenario che, sebbene sia in netto miglioramento rispetto allo scorso anno, necessita di uno studio e un lavoro non indifferente per poter migliorare nettamente la vita dei cittadini.

Certo è possibile vivere in ognuna delle città pugliesi, ma si può realmente parlare di “vivere”, quando un città, in questo caso Foggia, presenta un tasso di disoccupazione quasi doppio a quello di Bari? Un problema reale che sottolinea quanta strada ci sia ancora da fare per migliorare le condizioni di vita di ogni cittadino e cittadina della regione Puglia poiché i risultati del report confermano, ancora, un grande divario tra nord e sud, divario che lascia emergere la necessità di lavorare sullo stesso binario, per tutte le regioni, affinché tutte, in egual modo, possano avere l’opportunità di crescere e migliorare sotto diversi aspetti e affinchè; soprattutto, non si dia mai la precedenza a nessuno, ma a tutti vengano garantiti eguali diritti e servizi.

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