Bullismo: in Puglia dati allarmanti, almeno un ragazzo su tre ne è vittima.

Bullismo: in Puglia dati allarmanti, almeno un ragazzo su tre ne è vittima.

Di Francesca Emilio, Bari – In Puglia, stando ai dati emersi dal programma #TeenExplorer 2018-2019, effettuati su 2851 studenti, il 29% dei ragazzi è vittima di bullismo. A compilare il questionario anonimo relativo al programma sono stati ragazze e ragazzi dagli 11 ai 17 anni, di questi, il 73% dichiara di aver assistito ad atti di bullismo, il 65% invece, dichiara di aver cercato di difendere le vittime, contro il 19% dei casi in cui i giovani hanno dichiarato di essere stati indifferenti all’atto di bullismo e il 13% dei casi i giovani dichiarano di aver avuto paura e di non essere intervenuti. Gravi anche i dati emersi per quello che riguarda gli atti di cyberbullismo, dati che, in generale, stando a quanto dichiarato dagli ideatori del programma, confermano le tendenze nazionali ed internazionali rispetto all’uso dei mezzi tecnologici, nello specifico, sul 97% dei ragazzi intervistati in possesso di uno smartphone – percentuale che sale al 99% per i ragazzi di scuola media superiore –  il 39% degli studenti di scuola secondaria di I grado e il 44% degli studenti di scuola secondaria di II grado hanno dichiarato infatti di “aver assistito o di essere a conoscenza di tali atti”, il 47% dichiara di aver preso le difese della vittima, il 22% di aver avvisato un adulto. L’1% dei giovani invece ha una reazione da bullo-gregario, ovvero “ridere e filmare l’accaduto”.

In sintesi, in Puglia, almeno un ragazzo su tre è vittima di bullismo, un dato allarmante che non riguarda solo le scuole, ma anche le strade e i luoghi di aggregazione dedicati alle attività extracurriculari. Il dato stabile rispetto all’anno scorso relativo all’utilizzo di smartphone per chattare conferma inoltre l’utilizzo di molti social network da parte degli adolescenti pugliesi, i quali iscrivendosi spesso in maniera molto precoce alle piattaforme virtuali – nello specifico il 71% dei ragazzi si iscrive sui social già in scuola media, il 23% durante la scuola elementare, contro il 6% che invece si iscrive nel biennio e nel triennio delle scuole superiori – incorrono in episodi di cyberbullismo.

I dati narrano quello che è il tessuto sociale quotidiano dei ragazzi, delle ragazze, ma anche di bambini e bambine, che si ritrovano spesso ad affrontare determinate dinamiche per le quali non sempre soluzioni e risposte sono facili ed imminenti. In Puglia sono moltissimi i casi di bullismo e cyberbullismo, tra questi ricordiamo quello accaduto a Lecce lo scorso aprile tra i banchi di scuola, in cui uno studente della scuola media è stato preso per il collo e sbattuto a terra in classe, durante una lezione in cui era presente anche la docente, fino ad arrivare all’episodio di bullismo avvenuto per le strade di Palese, nel V Municipio, in cui un gruppo di ragazzi ha inseguito e picchiato un giovane bitontino facendolo finire in ospedale, ma questi sono solo alcuni dei casi, molti riguardano anche ragazze che bullizzano le proprie “rivali” in amore sfociando non solo in intimidazioni, ma anche in atti di violenza fisica e psicologica di gruppo e molto altro ancora.

Stando ai dati emersi dai rapporti di autovalutazione (RAV) compilati dagli istituti e pubblicati sul portale del Miur “Scuola in chiaro” negli scorsi anni, il record di episodi di bullismo è tutto pugliese, regione che – seconda solo alla Campania – ha registrato più casi rispetto alle altre regioni italiane e in cui, in media, sei scuole su dieci registrano episodi violenti durante l’anno scolastico.

“I nostri dati – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in occasione del convegno tenutosi lo scorso 10 dicembre, nella Giornata Mondiale dei Diritti Umani, a conclusione di un percorso di formazione specialistico regionale denominato “Maltrattamento e violenza nei confronti delle persone di minor età”- confermano la opportunità di interventi di prevenzione continuativi e sistematici, estesi su tutto il territorio regionale pugliese e la necessità di lavorare in stretta sinergia con gli adulti, riferimento per i ragazzi, sia con i genitori che con gli insegnanti, di modo che l’educazione avvenga in stretta sinergia. Noi come Regione Puglia – ha continuato Emiliano – stiamo continuando a lavorare attraverso il programma #TeenExplorer per la prevenzione dei pericoli per la salute dei bambini e degli adolescenti associati al bullismo, cyberbullismo e adescamento online. In linea con questa finalità, in maniera antesignana rispetto al panorama nazionale, stiamo istituendo una rete regionale dei servizi per la  presa in carico precoce dei casi di bullismo e cyber bullismo segnalati nel territorio, costituita da  scuole, enti locali,  ASL, centri antiviolenza (Cyberteam Territoriali)”.

Il convegno è stata occasione utile per presentare i dati e la metodologia di un programma regionale di prevenzione dei pericoli per la salute, contro il bullismo e il cyverbullismo, ma anche per approfondire le dinamiche di relazione e le buone prassi accreditate nell’ambito della prevenzione del quale si è discusso con un focus dedicato agli aspetti normativi.

Di bullismo e cyberbullismo non si parla mai abbastanza, ora più che mai infatti, in questo tessuto sociale così complesso e variegato sia per gli adulti, ma soprattutto per giovani e bambini, è importante sensibilizzare al tema e ricordare quanto sia importante intervenire tempestivamente, non lasciando nulla al caso, affinché le vittime non restino tali per sempre incorrendo nelle conseguenze spesso inevitabili per casi di questo tipo. La regione Puglia, anche grazie al programma #TeenExplorer ha intrapreso ormai da anni questo percorso, un percorso che però non deve riguardare solo le istituzioni, le quali indubbiamente, hanno un ruolo importantissimo in queste dinamiche, ma, invece, è un percorso in cui è importante che tutti, genitori, docenti, istruttori, vittime ecc si tengano per mano, facendo rete e inclusione, sensibilizzando e soprattutto creando opportunità di aggregazione e crescita sui territori, attraverso sport e attività socio-culturali.

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