Il Festival dell’Architettura di Bari è realtà. Appuntamento a Maggio per discutere di margini, confini e frontiere

Il Festival dell’Architettura di Bari è realtà. Appuntamento a Maggio per discutere di margini, confini e frontiere

Di Daniele De Bartolo, Bari – A Maggio, per 20 giorni, la città di Bari diventerà il centro del Festival dell’Architettura. Il progetto BiArch è infatti risultato vincitore del bando organizzato dal Ministero per i beni e le attività culturali nato per promuovere la diffusione tra tutti i cittadini dell’importanza del ruolo dell’architettura contemporanea. Sono state ben 49 le città italiane che hanno presentato il proprio progetto di festival ma solo 7 sono state le città vincitrici ovvero Roma, Ivrea, Favara, Colle Val d’Elsa, Reggio Emilia, Cagliari e proprio Bari che è risultato il progetto che ha ricevuto una votazione maggiore con ben 98 punti su 100 e che ha ricevuto uno stanziamento di 80 mila euro per la realizzazione del festival.

Nella conferenza stampa della giornata di ieri il sindaco Antonio Decaro ha annunciato il progetto “Siamo qui per presentare il progetto con cui la città di Bari ha vinto il bando ministeriale per la realizzazione di un festival dell’architettura collocandosi al primo posto su 49 proposte – ha esordito il sindaco Antonio Decaro. Questa è la dimostrazione che esiste un altro Sud rispetto a quello che viene raccontato. È un risultato prestigioso e lo dobbiamo soprattutto al valore delle relazioni che abbiamo costruito in questi anni e che oggi si concretizzano nella collaborazione di numerosi soggetti istituzionali, italiani e stranieri, e in una serie di cofinanziatori che saranno al nostro fianco nell’organizzazione del festival, in programma dal 1 al 20 maggio prossimi. Sarà una manifestazione legata al tema “margini, confini, frontiere” e noi, che siamo una città di mare, valorizzeremo il rapporto con l’Autorità portuale ma non solo. Metteremo al centro della riflessione i margini urbani, le periferie in cui maggiormente si concentra il disagio sociale ma anche i confini tra le diverse discipline, l’architettura, la cultura e l’innovazione sociale. Per questa ragione il festival si svolgerà sia nel centro cittadino e nei suoi luoghi più riconoscibili sia nei quartieri periferici grazie al coinvolgimento di un’ampia rete di soggetti della cittadinanza attiva. Insieme a loro lavoreremo materialmente nei prossimi mesi per organizzare gli eventi”.

Un Festival molto importante quindi, anche perchè sarà la prima edizione di un evento che avrà cadenza biennale. Il tema centrale, come già annunciato dal sindaco Decaro, verterà su “Margini, confini, frontiere”, un tema che rimanda all’esigenza di superamento dei perimetri esistenti (geografici, culturali, sociali e disciplinari) per promuovere un nuovo modo di fare architettura per tutti
attraverso il dialogo/confronto/incontro tra le discipline architettoniche e urbanistiche e quelle umanistiche, scientifiche e artistiche.
BiARCH ha come meta-obiettivo quello di coinvolgere la cittadinanza in un percorso di riflessione collettiva e transdisciplinare sul rapporto tra architettura e città, favorendo la contaminazione tra discipline, saperi e pratiche e promuovendo la piena attivazione culturale e civile, attorno ad un evento culturale policentrico e democratico. BiARCH, non a caso, è pensato in forma di Festival Laboratorio, alternando public speech a laboratori partecipativi di co-progettazione, performance sullo spazio pubblico, esperienze di riuso collettive, con al centro del programma e della riflessione il rapporto tra rigenerazione urbana e beni comuni, su cui la città di Bari sta conducendo un’esperienza significativa.
L’importanza di questa vittoria sta anche nel fatto di aver coinvolto tantissimi partner sia pubblici che privati. Infatti sono ben 17 i soggetti istituzionali che presidiano l’organizzazione e il coordinamento del Festival senza dimenticare un network di supporto composto da 45 tra partner internazionali (università, agenzie nazionali, municipalità estere) e operatori culturali che costituiscono la parte attiva della cittadinanza, selezionati con una call pubblica del Comune di Bari, direttamente coinvolto nell’ideazione e produzione degli eventi e un partenariato di co-finanziamento che sostiene finanziariamente l’attuazione del Festival.
Una bella macchina da guerra che ha meritato il primo posto del finanziamento. La casa del BiARCH sarà il Teatro Margherita, una casa in cui ci saranno la maggior parte degli eventi principali con ospiti di carattere internazionale che faranno delle Lectio Magistralis, conferenze e laboratori. Ma il Festival non si fermerà solo alla propria abitazione ma andrà in giro per la città andando alla ricerca di studi di architettura, atelier e gallerie.


Architettura ma non solo. L’assessore alle attività culturali Ines Pierucci nel corso della conferenza stampa apre il festival anche alla letteratura: “Oggi vorrei citare Ernest Hemingway, che diceva che “la prosa è architettura”, perché, in effetti, tra letteratura e archite ttura c’è sempre stato un grande amore, nella misura in cui l’una è stata fonte d’ispirazione per l’altra. Saranno tante le installazioni, i cantieri-evento e le sperimentazioni diffuse su tutto il territorio. Sarebbe bello se nel corso del festival riuscissimo anche a realizzare un monumento al libro, che non sia un oggetto statico di bronzo ma un luogo dove ritrovarsi, scambiarsi dei libri e promuovere la lettura, magari in una piazza denominata “del sapere”.
Insomma le idee in cantiere sono tante e fino a Maggio ce ne saranno ancora di più. Appuntamento a Bari per tutti gli amanti dell’architettura.

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