Ecomafie: Puglia, discarica a cielo aperto. In vent’anni sversati, tombati e bruciati rifiuti di ogni genere. L’allarme di Coldiretti.

Ecomafie: Puglia, discarica a cielo aperto. In vent’anni sversati, tombati e bruciati rifiuti di ogni genere. L’allarme di Coldiretti.

Spread the love

Di Francesca Emilio, Bari – In vent’anni, nella nostra regione, sono stati sversati, tombati e bruciati rifiuti di ogni genere, è quanto emerso dal rapporto dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti, effettuato sulla base di accertamenti della magistratura.

Un dato allarmante che tesse le trame di una realtà pericolosa che vede, giorno dopo giorno, pezzi di area rurale, diventare vere e proprie discariche a cielo aperto in cui frammenti di terra e zone naturali, si vedono spesso soccombere sotto chili di rifiuti di ogni tipo. Non manca proprio nulla, si passa dai rifiuti organici per arrivare a elettrodomestici, sacchi di amianto e smaltimenti aziendali, ma sono solo alcune delle categorie di rifiuti che giacciono sui suoli naturali della nostra regione.

Lo smaltimento illegale dei rifiuti – così come scritto all’interno del rapporto – è diventata una delle principali attività delle agromafie che in Puglia fa registrare il 28,7% delle infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti sul totale nazionale. Secondo i dati dell’osservatorio, in seguito ad un servizio aereo effettuato dal Raggruppamento Aeromobili dei Carabinieri, dotato di velivoli performanti e strumentazione avanzata, nel 2017 e nei primi nove mesi del 2018, dopo centosessanta ore di volo, erano ben centocinquantacinque le discariche abusive trovate sul suolo Pugliese.

“E’ inaccettabile che le aree rurali vengano utilizzate come discariche a cielo aperto, depauperando un territorio curato e produttivo, inquinando la terra e il sottosuolo, arrecando un danno ingente all’imprenditore agricolo che spesso è chiamato a rimuovere i rifiuti sversati da altri, se non riesce a dimostrare di non averli prodotti.  Si tratta di un fenomeno grave ed in escalation, dove a sversare rifiuti di ogni genere, da immondizia agli elettrodomestici fino a sacchi per la raccolta di amianto, non sono più soltanto i gruppi criminali, ma anche cittadini che scaricano nelle aree rurali ogni genere di rifiuto, oltre a materiale edilizio abbandonato dalle ditte, senza il minimo rispetto della proprietà privata degli agricoltori e arrecando un danno ambientale e di immagine incalcolabile” – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Basta farsi un giro per le campagne pugliesi, soprattutto in quelle ubicate in luoghi meno accessibili alla cittadinanza, per rendersi conto di questa realtà: gli avanzi e gli scarti delle normali attività quotidiane, sia personali, sia aziendali, si trovano tutti riversati lì, su quella terra che andrebbe invece curata, coltivata e preservata. Nell’ultimo periodo, anche nella provincia di Bari – luogo che noi della redazione conosciamo meglio – soprattutto dopo il passaggio alla raccolta differenziata dei rifiuti, questa pratica si è diffusa portando la gente a ritenere più facile lo smaltimento illegale dell’immondizia, piuttosto che l’impegno nell’imparare a suddividere correttamente questi ultimi o a contattare l’Amiu per smaltire quelli ingombranti. Le istituzioni hanno provato ad incastrare i “furbi” con l’ausilio di videocamere e foto-trappole ubicate in punti strategici, ma questo non è bastato a fermare l’onda di questa cattiva pratica che si sta facendo sempre più forte e prepotente in diversi territori della regione.

Nel 2015 la Regione Puglia ha pubblicato un bando a favore dei Comuni – ha ricordato Muraglia nel comunicato ufficiale Coldiretti – che aiutava le amministrazioni comunali nell’attività di rimozione e smaltimento di rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche, soprattutto in campagna. Sarebbe opportuno che ci fossero altri provvedimenti in tale direzione, perché gli agricoltori non possono restare sommersi dai rifiuti. Così come chiediamo che venga potenziato il controllo su territori assai vasti da parte della Polizia Municipale dei differenti Comuni dove il fenomeno è particolarmente allarmante”.

Potenziare i controlli per salvaguardare le aree rurali è importante non solo per accertare le responsabilità e avviare le azioni necessarie di risarcimenti a danni di diretti e indiretti in favore delle comunità e imprese colpite, ma anche per proteggere la nostra terra, soprattutto quella con vocazione agricola e, di conseguenza, anche la tutela della sicurezza e della salute dei cittadini, poiché quei rifiuti si depositano su pezzi di area rurale che spesso ospitano frutta e verdura che finiscono direttamente sulle tavole dei cittadini. Il dato più allarmante è che, questa pratica abusiva, non è più solo nelle mani dei gruppi criminali e dunque agromafie, ma anche di normali cittadini che preferiscono la “via facile” a quella legale deturpando così frammenti di territorio ai quali bisognerebbe sentirsi legati e verso i quali dovrebbe esserci una cultura della cura e non della corrosione.

A queste pratiche illegali però, in attesa che i provvedimenti e le istituzioni facciano il proprio corso, si possono contrapporre buone pratiche, ogni cittadino ha infatti il diritto, il dovere e il potere di cambiare le cose attraverso attivismo e sensibilizzazione. Così come vi abbiamo scritto l’estate scorsa, in un articolo dedicato all’associazione del V Municipio “Vogli-AMO S.Spirito pulita” – sulla scia della quale sono nate molte iniziative simili sparse in tutta la regione – il potere è nelle mani della gente. Proprio negli ultimi giorni, all’interno del gruppo ufficiale dell’associazione in questione, è stato reso noto il calendario delle clean-up che si terranno da qui al 2020 nel territorio del V Municipio alle quali tutti i cittadini possono aderire.

Non ci dovrebbe essere bisogno di spiegare perché è importante salvaguardare la nostra terra, la cultura della cura e del rispetto nei confronti dei territori che ci ospitano dovrebbe essere insita in ogni essere umano affinché l’abitare e il vivere i luoghi sia legale e di responsabilità sociale e collettiva.

COMMENTS