Nasce a Bari Chiccolino 2.0 il centro diurno per minori a rischio. Previsti laboratori di ciclofficina e di riciclo.

Nasce a Bari Chiccolino 2.0 il centro diurno per minori a rischio. Previsti laboratori di ciclofficina e di riciclo.

Di Daniele De Bartolo, Bari – “La mafia sarà vinta da un esercito di maestri elementari” sono parole molto dure, ma anche decisamente centrate. Sono le parole e i pensieri di Gesualdo Bufalino scrittore siciliano che riteneva che il problema mafioso fosse soprattutto un problema educativo, un problema di mancanza di figure educative positive che portano il ragazzo sulla strada della legalità. Nella giornata di ieri, a Bari, è stato inaugurato dal Comune di Bari in rete con la Regione Puglia e il ministero di Giustizia, un centro diurno polifunzionale per la prevenzione e il reinserimento sociale dei giovani a rischio devianza dell’area penale che cerca di fare proprio questo, ovvero sconfiggere l’illegalità con l’educazione, con le buone pratiche.
Il centro si chiama Chiccolino 2.0 e si trova a San Girolamo, su lungomare IX Maggio 78 nella zona di città appena rivalutata con la realizzazione del nuovo waterfront. 2.0 perchè il centro nasce sulle ceneri del vecchio centro Chiccolino che dal 2009 svolgeva attività di centro residenziale per solo 6 minori. Il nuovo Chiccolino invece, cambia faccia. Da centro residenziale diventa un centro diurno aperto dal martedì alla domenica dalle 16 alle 21, e permetterà un’utenza di ben 40 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni.


Il centro, che sorge all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata, ospiterà diverse attività che coinvolgeranno i ragazzi. Si parte con la ciclofficina che consentirà ai ragazzi di apprendere le nozioni per riparare o costruire delle biciclette partendo anche da oggetti di recupero. Ma sono tante le iniziative previste. Si va da i giochi di ruolo in ambito penale, la realizzazione della stazione meteorologica di quartiere, corsi formativi per steward, operatori della sicurezza in mare e addetti al primo soccorso, laboratori di riciclo, artigianali e dei lavori di bottega, murales, laboratori musicali, di coltivazione dell’orto e di cucina, teatro sociale e integrato, attività di video maker, pet terapy, percorsi di educazione alla responsabilità e legalità, cineforum a tema, servizi di mediazione familiare e di sostegno alla genitorialità, discipline sportive e attività di cittadinanza attiva.
“Siamo felici di inaugurare una nuova stagione della storia di Chiccolino, un luogo simbolo per il quartiere e l’intera città – ha detto il sindaco Antonio Decaro questo è uno spazio di cura, dove si insegna ai ragazzi a guardare al proprio futuro, a crederci, qui si insegna a lavorare per costruirselo il futuro, si insegna a darsi un’altra opportunità. Le storie dei ragazzi che hanno vissuto in questo posto e che oggi hanno la possibilità di raccontarci la loro nuova vita sono in qualche modo il simbolo del riscatto che anche questo quartiere sta vivendo. Questo è Chiccolino, per i ragazzi che accoglie e per il quartiere, un esempio di cura e di fiducia nel futuro. Le stesse cose che chiediamo ai residenti di San Girolamo, di curare questi luoghi e di avere fiducia nel loro quartiere.”


Oggi diamo avvio a una delle prime esperienze del genere in Italia – ha sottolineato l’assessore comunale al welfare Francesca Bottalicomi preme sottolineare che si tratta di un progetto che nasce dal lavoro di confronto svolto tra l’assessorato comunale al Welfare e il ministero di Giustizia con il supporto della Regione Puglia e della rete di associazioni a partire dall’ATI che lo gestirà Occupazione e Solidarietà Scs e C.R.I.S.I. Centro Di Mediazione, che hanno deciso di aderire spontaneamente al progetto, a partire dai bisogni, dalle richieste, dalle storie dei ragazzi e dall’analisi del cambiamento delle dinamiche delle devianza minorile, in coerenza con i nuovi percorsi individuati dalla giustizia riparativa”.

Il primo risultato raggiunto – ha dichiarato il direttore del Centro di giustizia minorile di Puglia e Basilicata Giuseppe Centomaniè stato quello di ricostruire la fiducia tra le istituzioni. Abbiamo capito che da soli non andiamo da nessuna parte, mentre possiamo fare delle cose ottime mettendo insieme le risorse di cui il ministero della Giustizia e il Comune dispongono. I ragazzi hanno bisogno di punti di riferimento seri, carismatici, in grado di affascinarli. Perché i precedenti esempi sono quelli che li hanno portati ad avere comportamenti devianti, a perdere anni di scuola, a frequentare ambienti criminali. Quello che dobbiamo fare è strutturare nuovamente la relazione tra questi ragazzi e la loro comunità e fare in modo che la comunità si renda conto che questi minori sono in grado di fare anche cose positive. È per questa ragione che molte delle attività che abbiamo programmato insieme si svolgono nella logica dei lavori di utilità sociale, interventi che consentano loro di restituire alla società una parte di ciò che le hanno tolto con i loro comportamenti devianti. Questo è il nostro obiettivo, e insieme quello di recuperare rapporti qualificanti tra i ragazzi e il contesto in cui vivono”.

Un obiettivo grande ma fondamentale. Solo partendo dall’educazione dei più piccoli, togliendoli agli esempi di sopraffazione e di violenza si possono avere adulti che abbandonano la vita criminale. Lo sapeva bene don Pino Puglisi che a Brancaccio combatteva la mafia cercando di dare esempi positivi. E’ la strada più lunga, incerta ma alla fine quella vincente.

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