Un bosco a Bari? Perchè no! La proposta arriva da cinque associazioni riunite al Parco Gargasole

Un bosco a Bari? Perchè no! La proposta arriva da cinque associazioni riunite al Parco Gargasole

di Daniele De Bartolo, Bari – Se la città di Bari in un prossimo futuro avrà un bosco urbano, il primo seme è stato gettato ieri pomeriggio. E il seme è stato buttato nella terra non dalle istituzioni ma da semplici cittadini che vogliono far qualcosa per migliorare la vita delle prossime generazioni.
Sono quattro le associazioni che si sono incontrate nel Parco Gargasole per discutere di questo sogno matto. Sono i ragazzi di Retake Bari, impegnati costantemente in attività di pulizia delle strade e dei muri della nostra città, di Ortocircuito che ha creato un orto basato sulla condivisione e sulla relazione; c’erano gli esponenti di Ortodomingo che hanno creato a Poggiofranco un orto urbano dove socializzare o realizzare percorsi di stimolazione cognitiva per chi vive disagi psichici o fisici; Motus Project il progetto ideato da Maria Cristina Bagliato con la finalità di promuovere pratiche sportive per il rispetto e benessere psico- fisico personale e di promozione culturale, per riconnettere le persone al vivere rispettoso dell’ambiente, in armonia con il pianeta e l’associazione Eugema Onlus che al parco Gargasole svolge diverse attività sui temi dell’intercultura, della disabilità e dei nuovi stili di vita.

“Per fare il bosco ci vuole il monte” cantava Sergio Endrigo qualche anno fa. E il monte da superare per creare un bosco a Bari è bello alto. Le associazioni presenti all’incontro hanno diviso la questione in quattro macro aree: sogni e desideri, luogo di realizzazione, necessità, partner istituzionali o aziendali da chiamare in causa. Molto importante è stata anche la testimonianza di chi, come Ortocircuito e Ortodomingo, ha trasformato piccole aree cittadine in orti creando socialità. E proprio a partire da questi esempi l’assemblea ha proposto di creare altre piccole aree verdi sulla scia dell’esperienza dei due orti con l’auspicio di ricercare fondi derivanti dai privati.
Uno dei punti nodali è proprio quello di individuare la zona dove creare il polmone verde della città. Tra le proposte un vasto terreno da 40 ettari nella zona Asi, zone di Japigia, San Paolo e Libertà, ma anche Lama Balice o una zona di Modugno.

L’iter è partito e sicuramente ha e avrà l’appoggio delle istituzioni visto che all’incontro hanno partecipato anche l’assessore alla qualità della vita Pietro Petruzzelli e l’assessore alle Politiche educative, giovanili e Città universitaria Paola Romano la quale, a margine dell’incontro, ha commentato sulla sua pagina facebook “Condivido completamente questa battaglia e la faccio mia. Il futuro di Bari deve essere green”.

Il cronoprogramma dei prossimi passi lo detta l’associazione Retake “Dobbiamo prima capire cosa possiamo fare come cittadini o cosa ci è consentito fare liberamente e poi definire dove. Coinvolgendo istituzioni, imprese, Arif Puglia il progetto potrebbe prendere forma ma va strutturato. Si farà un gruppo di lavoro e poi arriveranno migliaia di alberi”.

Non resta che aspettare e continuare a seguire le attività di queste cinque realtà e del loro grande sogno. Un sogno che, una volta realizzato, migliorerà la vita di tutti. Anche degli incivili.

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