Sabato Bari si colora di arcobaleno, arriva il Pride. Netto il rifiuto del patrocinio della Regione: “Noi vogliamo tutto”

Sabato Bari si colora di arcobaleno, arriva il Pride. Netto il rifiuto del patrocinio della Regione: “Noi vogliamo tutto”

Di Daniele De Bartolo, Bari Manca sempre meno alla sfilata del Bari pride. Sabato 29 Giugno le stade di Bari accoglieranno l’evento colnclusivo del mese del pride, ovvero della rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQI. La parata finale sarà l’occasione per dibattere dei temi riguardanti i diritti non solo per i manifestanti della comunità gay, lesbica, bisessuale, transessuale, intersessuale, transgender e queer del territorio pugliese, ma anche per i tantissimi cittadini che non si riconoscono in queste categorie ma che vorranno portare il loro sostegno a questa causa.

Il corteo si radunerà alle 17 in Piazza Umberto, per poi partire, alle 18, per un percorso che lo vedrà giungere a Parco Perotti passando per via Davanzati, via Melo, via Dante, via Imbriani, piazza Diaz, via Petroni, via Dalmazia, via Matteotti, lungomare, piazza Gramsci. Al termine della sfilata sono previsti gli interventi dei portavoce del Bari Pride e dei rappresentanti delle tante associazioni che hanno condiviso il lungo percorso del Bari Pride.
Sul palco di Parco Perotti salirà anche Porpora Marcasciano presidente del MIT Movimento identità transessuale e madrina dell’evento barese.


La festa terminerà alle 22 presso Villa Rotondo con l’Adoro Official Pride Party con la partecipazione di Giuliano Ciliberti, Eleonora Magnifico, Manila Gorio e tutti gli organizzatori. La tappa barese, la seconda in Puglia dopo la manifestazione di Taranto e prima di quella di Gallipoli, si inserisce nel calendario di oltre 20 sfilate, cominciate l’11 Maggio a Vercelli e che si concluderànno il 14 settembre a Novara, che hanno portato il pride in tutta Italia per celebrare il suo cinquantesimo compleanno. Era infatti il 28 giugno del 1969 quando un gruppo di poliziotti fece irruzione nel club gay Stonewall Inn di New York. Per la prima volta la comunità LGBT non rimase a guardare e decise di rispondere alle manganellate. Per tutti i giorni a seguire decise di scendere in strada mostrando a tutti che loro esistevano e che era finito il tempo di nascondersi. Lo slogan era uno ed era chiarissimo: “Say it clear, say it loud. Gay is good, gay is proud.” (Dillo in modo chiaro, e urlalo. Essere gay è giusto, essere gay è motivo d’orgoglio).

Buona l’accoglienza istituzionale della città di Bari che per l’occasione fino a domenica 30 giugno illuminerà il ponte Adriatico e la fontana monumentale di piazza Moro con i colori dell’arcobaleno. Più complicati i rapporti della manifestazione con la Regione Puglia. E’ notizia dei giorni scorsi infatti la rinuncia da parte del Bari Pride del patrocinio morale della Regione Puglia, in aperto contrasto con la scelta di non occupari della proposta di legge sulla omotransfobia. Questo il comunicato degli organizzatori: “Noi non siamo interessati alle briciole. Noi vogliamo tutto. Per questo, rifiutiamo il patrocinio morale che la Regione Puglia ha concesso al Bari Pride del prossimo 29 giugno. Nessun logo istituzionale della Regione comparirà, dunque, sulle nostre bandiere o sui nostri manifesti. Nessun sostegno simbolico alle nostre rivendicazioni è possibile se manca la volontà politica di realizzarle.”

La decisione assunta in assemblea dal Coordinamento Bari Pride è radicale: dopo l’affossamento del disegno di legge regionale contro le discriminazioni omo-bi-transfobiche, di cui si è resa impossibile persino la calendarizzazione, vogliamo sottrarci alla doppiezza di chi strizza l’occhio alle nostre battaglie sociali, ma le sacrifica per gli equilibri della maggioranza. Rifiutiamo le logiche dell’opportunismo politico e della convenienza elettorale: in questo controverso tempo storico – un tempo in cui la presidente della Commissione per le Pari opportunità della nostra Regione sceglie il Family Day di Verona per aggiornarsi sui diritti delle donne – ogni minaccia di ambiguità va respinta. Per queste ragioni, al presidente della Regione Michele Emiliano, alla Giunta che egli presiede, alla sua maggioranza politica in Consiglio, ai partiti e le forze sociali che lo sostengono, noi chiediamo che il ddl venga messo in discussione in tempi certi. Non è più il tempo dei rinvii: a nulla serve nascondersi dietro l’alibi dell’ostruzionismo dell’opposizione o dietro i fantasmi del meccanismo di voto segreto. Vogliamo che questo Consiglio regionale si assuma, prima della scadenza del suo mandato, la responsabilità politica dell’approvazione o della bocciatura della legge, affinché siano chiari, finalmente, nomi e numeri di chi cavalca strumentalmente le lotte della nostra comunità.
Se i diritti delle persone lgbtqi non sono solo una bandiera da agitare in cerca di consenso elettorale, questo è il momento di dimostrarlo. Chiediamo risposte immediate e precise. Rifiuteremo ogni divagazione.”

Di sicuro il pride di quest’anno si inserisce in un clima politico e sociale complicato, in un periodo in cui anche le più semplici e ovvie conquiste sociali della comunità LGBTQI vengono messe in discussione. Sarà la piazza sabato a dare l’ultima risposta.

COMMENTS