Rete 5G, i dubbi del dottor Di Ciaula: “Gli effetti negativi sono già certificati, servono regolamentazioni governative”

Rete 5G, i dubbi del dottor Di Ciaula: “Gli effetti negativi sono già certificati, servono regolamentazioni governative”

Di Daniele De Bartolo e Carmen Cafarella, Bari – La tecnologia è sempre più parte della nostra vita e delle nostre abitudini, siamo sempre connessi e abbiamo paura di non essere presenti in rete. Cerchiamo una connessione sempre più veloce e affidabile ovunque, come se non si potesse più vivere senza.
E’ da giorni che ormai si preannuncia l’arrivo della connessione 5G, anche nella nostra regione. Un’evoluzione del moderno 4G grazie al quale ci connettiamo fino ad ora. La quinta generazione promette la possibilità di portare molti vantaggi agli utilizzatori. Dalla smart home, con gli elettrodomestici intelligenti connessi, al settore automotive – il campo che regalerà le applicazioni più sorprendenti – con le “auto che si guidano da sole”, senza dimenticare la telemedicina, con l’interconnessione di strutture sanitarie che permetterà di monitorare da remoto i pazienti, migliorando l’efficacia e l’efficienza del sistema sanitario. In ambito sicurezza cittadina, l’utilizzo congiunto di telecamere, smart wearable e droni permetterà di trasmettere immagini in alta risoluzione in tempo reale, per garantire comunicazioni sicure e affidabili, con la possibilità di gestire i servizi di emergenza. E ancora, la realtà aumentata nel turismo, la gestione ottimale dei consumi in ambito energetico, finalizzata alla riduzione degli sprechi e dei blackout e le applicazioni nell’Industry 4.0, come l’integrazione dei robot all’interno delle fabbriche, l’automazione della produzione e la piena digitalizzazione dei processi aziendali. Però, c’è sempre un però. La tecnologia 5g è ritenuta da molti pericolosa per la salute dei cittadini. Ne abbiamo parlato col dottor Agostino Di Ciaula presidente del comitato scientifico Isde (International Society of Doctors for Environment)Italia.

– Quali sono i rischi del 5g?

I rischi generici dell’elettromagnetismo ad alta frequenza (quelli delle esposizioni già ora presenti) sono ben noti e la possibilità di cancro, spesso unico argomento utilizzato, è quella che fa meno paura. Evidenze molto più solide confermano che l’esposizione a questo inquinante, anche per intensità di molto inferiori a quelle imposte dai limiti di legge, agiscono sui meccanismi della riproduzione, sul neurosviluppo, sul metabolismo.
A questo bisogna aggiungere le evidenze specifiche emergenti sulle frequenze che saranno usate, nell’ultima fase di piena operatività, dal 5G (le onde millimetriche). Queste hanno mostrato conseguenze sull’espressione genica, la capacità di stimolare la proliferazione cellulare, di alterare le proprietà di membrana e i sistemi neuromuscolari, di indurre stress ossidativo. Tutte cose molto preoccupanti dal punto di vista biologico, che dimostrano come l’esposizione al 5G certamente non avrà effetti inesistenti, come molti si affannano a sostenere.

– Qual è la differenza tra il 5g e le altre tecnologie che sono in funzione adesso?

Le frequenze che saranno utilizzate nella fase di piena operatività (quelle del 5G non sono mai state usate su scala così ampia) e, soprattutto l’infrastruttura di rete e, di conseguenza, la densità espositiva, che sarà enormemente maggiore rispetto ad ora. È stato previsto che saranno connessi al 5G un milione di dispositivi per ogni ‎km². Questo richiederà un numero impressionante di micro-antenne che saranno posizionate ad ogni angolo. Sarà praticamente impossibile evitare l’esposizione sia fuori che dentro le mura domestiche.

– Lei dice che si dovrebbero proteggere soprattutto le fasce più deboli come i bambini. Come farlo considerando che avranno a che fare sempre prima con questi strumenti tecnologici?

Quando l’infrastruttura di rete sarà pienamente operativa, sarà praticamente impossibile. A meno che non sia profondamente rivista la normativa vigente in senso più cautelativo. I segnali ora presenti, tuttavia, sembrano procedere in direzione esattamente opposta (aumento dei limiti di legge vigenti).

– La tecnologia è relativamente giovane e non possiamo sapere quali saranno gli effetti sul lungo periodo. Riguardo al 5g sono più temibili gli effetti sul breve o sul lungo periodo? Si può ipotizzare uno scenario futuro?

Le informazioni che abbiamo già oggi a disposizione (quelle che provengono dagli studi scientifici pubblicati su riviste internazionali) possono consentirci di prevedere un possibile incremento delle conseguenze sanitarie, soprattutto per esposizioni croniche (a medio-lungo termine). Ma attenzione: non sono quelle sanitarie le uniche conseguenze possibili. Per fare solo qualche esempio: gli entomologi sono molto preoccupati per gli effetti sugli insetti (anche questi ben documentati); sulla prestigiosa rivista “Science” è stato descritto come la rete 5G ostacolerà le previsioni meteo; esperti di sicurezza temono conseguenze derivanti da numerosi possibili utilizzi fraudolenti della rete 5G, tanto da ipotizzare addirittura una minaccia alla sicurezza nazionale.

– C’è un modo di poter arginare o semplicemente limitare la sperimentazione e la diffusione del 5g?

Non senza rapide decisioni governative.

– Nel momento in cui, si certificano gli effetti negativi di questa tecnologia,come è possibile intervenire affinché le lobby delle telecomunicazioni rispettino la salute pubblica piuttosto che incrementare il loro fatturato?

Gli effetti negativi sono già certificati. Aspettare ulteriori conferme non è etico né giustificabile. Si dovrebbe intervenire rivedendo la normativa esistente in senso più cautelativo (riduzione dei limiti di legge per l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza, tutela delle fasce più vulnerabili)

– Quale è la situazione della Puglia in merito?

Al momento è terminata la sperimentazione nell’area metropolitana di Bari e, molto probabilmente, saranno presto coperte tutte le altre aree a livello regionale. Le previsioni sono quelle di una copertura totale entro il 2020.

– In conclusione, crede che il 5g porterà anche benefici nella nostra vita o stiamo mettendo a repentaglio la nostra salute solo per passare più tempo sui social o per vedere serie tv online? 

Non credo che un vero miglioramento della qualità di vita possa dipendere dalla velocità con la quale si scaricano contenuti dalla rete o dal collegare il proprio frigo a internet. I livelli che abbiamo raggiunto (anche grazie alla fibra ottica) sono già oggi molto soddisfacenti e con ogni probabilità sottoutilizzati. Penso, invece, che un vero miglioramento della qualità di vita debba dipendere dal mantenimento, il più a lungo possibile, delle condizioni di buona salute. Non abbiamo bisogno di ulteriori carichi inquinanti, considerati quelli che già ora ci preoccupano e che siamo costretti a fronteggiare con grande fatica. Questo, comunque, non vuol dire rinunciare a priori al 5G. Ma prima dobbiamo mettere in atto tutte le misure possibili perché sia tutelato l’ambiente nel quale viviamo, la nostra salute e la nostra sicurezza. Al momento queste cautele non ci sono e non possiamo rinunciarci solo a causa della spinta commerciale degli operatori di telefonia mobile.

 

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    I cosiddetti “i dubbi del dottor Di Ciaula” non sono i dubbi di un singolo professionista, ma i dubbi e le preoccupazioni di una intera comunità scientifica.