La cantautrice pugliese LUCE ci racconta “COS’È LA FELICITÀ” e com’è nato il suo ultimo brano

La cantautrice pugliese LUCE ci racconta “COS’È LA FELICITÀ” e com’è nato il suo ultimo brano

Di Carmen  Cafarella, Bari – A più di un mese dall’uscita del videoclip di “COS’È LA FELICITÀ” (C&M / Believe), il nuovo singolo della cantautrice pugliese LUCE (disponibile su tutte le piattaforme streaming e in digital download), abbiamo deciso di intervistarla.

https://youtu.be/uZGfVNdh8dk

Luce è tornata sulle scene, lo scorso 26 aprile, con la colonna sonora del film documentario – di cui vi abbiamo già parlato per la rubrica Accade In Puglia -“L’Unione falla forse di Fabio Leli, che con amore ed ironia, lotta contro l’omofobia, intrecciando la vita delle famiglie omogenitoriali alle bizzarre teorie degli esponenti anti-LGBT, in un unico racconto.

Oltre a “Cos´è la felicità” che accompagna il finale, Luce e è co–autrice per il film, insieme a Rosa Cavalieri, dei brani strumentali “C´era una svolta” e “Idio–zie”.

Ecco cosa ci ha raccontato in merito a questa sua esperienza e ai suoi progetti futuri. 

Com’è nato il tuo ultimo singolo? Era già in cantiere prima del film?

Cos’è la felicità” era nell’aria già da molto tempo. Avevo ben chiara l’idea di quella che fosse per me la felicità: la musica, le sfide difficili che poi riesci a vincere, l’amore. Ma l’amore quello vero, che ti completa, quello che ti fa sentire a casa… Il film mi ha solo dato il coraggio di scrivere questa canzone, che è nata tutta d’un fiato. E mi ha liberata!

Cosa ha significato, per te, chiudere un documentario che tratta un tema così delicato e dibattuto in questo momento storico?

Ho avuto una grande responsabilità nello scrivere la canzone che chiude un film come questo. Il punto è che l’omosessualità è solo uno dei temi scottanti di questa società, ma molto spesso anche chi non è omosessuale si ritrova messo all’angolo per via del bullismo. Basta solo essere troppo magri, o troppo grassi, o troppo alti, o troppo bassi, o troppo bianchi, o troppo neri. Il tema dell’essere diversi ci accomuna tutti, e “Cos’è la felicità” è la canzone di tutti coloro che vogliono sentirsi liberi, di tutti coloro che sono stanchi di sentirsi all’angolo. Con dolcezza possiamo farci sentire, con dolcezza possiamo entrare nel cuore di chiunque. Perché nessuno ha il diritto di giudicare nessuno, né tanto meno l’amore.

Quanto ha a che vedere la tua felicità con l’amore e con la passione per la musica?

La musica è la mia felicità. Ma sappiamo bene che la vita non è fatta e non può essere fatta di sola felicità, altrimenti risulterebbe davvero noiosa! Ebbene, il mio rapporto con la musica è esattamente questo: un susseguirsi di “basta, mollo tutto” e “basta, senza la musica non posso vivere”. È la mia catarsi. È la mia prigione. È la mia storia d’amore. È la mia battaglia più grande.

Hai già nuovi progetti in cantiere?

Al momento sto lavorando alle nuove canzoni, in più sto preparando un tour in Italia e (incrociamo le dita) all’estero! Non vedo l’ora di potervi raccontare tutto!

Raccontaci un po’ il tuo approccio alla musica e la tua esperienza personale come artista.

Mi sono avvicinata alla musica quando ero molto piccola. Ricordo benissimo la sensazione della prima pelle d’oca nell’ascoltare una canzone. Per fortuna è una caratteristica che non ho perso. Essere un’artista significa mettersi a nudo davanti a tutti, in qualsiasi momento. Non è facile, ma una volta che l’hai fatto ti senti la persona più forte del mondo. Sono sempre stata molto timida e insicura, nonostante le apparenze e la mia nomea di burlona. Mi difendo dalla paura con la musica. Divento forte grazie alla musica.

Sappiamo della tua esperienza all’estero, pensi che sia servita per il tuo lavoro?

L’esperienza in Cina mi ha dato molto più di quanto mi aspettassi. Ho scritto tantissime canzoni, continuo a farlo. Viaggiare ti riempie completamente e ti dà nuovi stimoli. Io sono tornata con la consapevolezza di voler fare sempre di più perché non c’è nulla che possa fermarmi!

Se dovessi partire di nuovo dove ti piacerebbe andare? Quali paesi pensi possano arricchirti maggiormente, musicalmente parlando?

Trovo estremamente eccitante l’idea di partire e girare il mondo, ma c’è un posto che sogno da sempre. Da piccola facevo ricerche ascoltando Otis Redding, sognavo di camminare per le strade di San Francisco con la mia chitarra in spalla. Bene, vedo la California come il centro nevralgico della musica, proprio lì dove ci sono stati i più grandi festival di sempre! Bene, se solo potessi scegliere un solo posto nel mondo, sceglierei la California. Per perdermi tra i tramonti, con la mia chitarra, cantando per strada o di fronte al mare. Ecco, è questa la mia idea di libertà! (E di felicità).

 

 

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